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Mercoledì 05 Giugno 2019 19:38

Consiglio Magistratura, giudici sotto inchiesta. <Non indipendenti>

 

 


di Rocky

 


Una raffica di dimissioni al Consiglio superiore della Magistratura, organo costituzionale di autogoverno dei giudici, dopo l’inchiesta della Procura di Roma nella quale vengono scoperchiate le miserie politiche di tanti suoi giudici, legati alla politica (il Pd, di solito, quello che ha eletto il vicepresidente Ermini) che intrallazzavano, scambiando favori con prebende varie, secondo le accuse, con imprenditori (Lotito), politici (il solito Lotti, tanto amico di Renzi), giornalisti e colleghi per lottizzare, a proprio piacimento, nomine e condizionare le inchieste.  Una bella prova di indipendenza della Magistratura di cui di solito i giudici si riempiono la bocca. In prima fila, intercettato grazie a un’inchiesta aperta da uno delle sue vittime (il procuratore Ielo) la star del sindacalismo del ramo Luca Palamara che aveva creato una sorta di “clan”, sempre secondo le accuse, di magistrati amici per condizionare le nomine nelle Procure o indirizzare le inchieste, facendo dossier aggio sui nemici e promuovendo gli amici degli amici.


Come andrà, se le accuse verranno confermate, lo si vedrà a conclusione del giudizio aperto al Tribunale di Perugia, sede riservata ai giudizi sui magistrati. Certo è che soltanto il sospetto (sollevato dal tono delle conversazioni intercettate e dalle verifiche documentali)  che i magistrati cui si affidano i cittadini per ottenere giustizia e che dovrebbero essere sottomessi soltanto alla legge siano corrotti dalla politica o dai potenti, fa cadere le braccia. Con quale trasparenza e serenità si potranno accettare le sentenze?