PDF Stampa E-mail
Venerdì 28 Giugno 2019 17:49

Ponte Morandi giù, Di Maio: Benetton responsabili della tragedia

 

 

 


Crollò in pochi minuti il 14 agosto dell’anno scorso, trascinando nel vuoto, in una cascata di detriti e massi, decine di auto e camion con il loro carico umano: in 43 morirono innocenti, causa la negligenza nella manutenzione e l’avidità di business da pedaggio dei padroni di quel mostro di cemento e ferro: la famiglia Benetton, proprietaria della società Autostrade, indicata finalmente e coraggiosamente a chiare lettere dal ministro Di Maio come responsabile del disastro e non più meritevole di vantaggi della concessione. Oggi sono bastati sei secondi e quell’orribile ponte Morandi di Genova, che sarebbe stato meglio non costruire proprio (altro che ponte di Brooklyn italiano) è venuto giù in una nuvola spettacolare e fragorosa di acqua e polvere. Dopo, quando tutto si è posato, lo scenario e la bellezza di quell’angolo di Liguria è venuto alla vista in tutto il suo splendore. Durerà poco, purtroppo. Il tempo di sgomberare le macerie e un nuovo ponte, ahinoi, prenderà il suo posto che, giurano e spergiurano sarà bellissimo e sicuro. Parola di Renzo Piano, il solito architetto, senatore a vita per meriti Pd, che si è aggiudicato, manco a dirlo, l’appalto per la costruzione. Unica soddisfazione, nella tragedia (anche ambientale) sarà, si spera, il fatto che almeno il passaggio sarà gratuito perché la concessione non dovrà più andare a un privato, tantomeno alla società dei Benetton. E’ una questione di giustizia (<Non si può far finta di niente di fronte alle vittime>, ha detto il premier Conte) e di buon senso.