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Mercoledì 21 Agosto 2019 09:54

Conte si dimette e strapazza Salvini: vigliacco e opportunista



di Ag. Bl.


 

 

Risultati immagini per foto giuseppe conte in senatoLo ha fatto a pezzettini. Lo ha sbugiardato con le decine di provvedimenti presi dal governo in soli 14 mesi <nella trasparenza e lealtà> con i deputati della Lega. Lo ha accusato, coram populo, di aver provocato la crisi di governo da <irresponsabile> per <interessi personali e di partito> a tutto danno degli italiani, di essere un ignorante della democrazia parlamentare , di usare nelle piazze, lui, un ministro dell’Interno immagini religiose per interessi di “bassa lega” offendendo, così,  <sia i credenti sia lo spirito costituzionale dello Stato laico>. Ha stroncato la sua baldanza additandolo al popolo come il traditore di un progetto di governo impegnato a fare cose buone nell’interesse dei cittadini. Lo ha denunciato come uno che lavorava da mesi al progetto di “incassare” un presunto bottino di voti, comportandosi in modo sleale nelle sue critiche ai provvedimenti degli alleati e infischiandosene dei richiami alla <sobrietà> delle discussioni che non avrebbero dovuto delegittimare l’azione di governo, anche sul piano internazionale, solo per <opportunismo personale e politico di parte>. In una permanente campagna elettorale fatta scoppiare inspiegabilmente in agosto (a ridosso della manovra di bilancio e, forse, proprio per questo) , invece, che, più comprensibilmente all’indomani delle europee.

 

 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il più amato dagli italiani, ha tirato fuori le unghie e davanti a tutti ha trattato, fatto dopo fatto, ipocrisia dopo ipocrisia (<attaccare continuamente l’alleato di governo l’ex vicepremier come un bulletto un po’ scemo e un po’ buffone come in tanti credono sia Salvini dandogli del tu mentre lo chiamava <opportunista> e <ignorante> delle regole democratiche. Ha scatenato applausi a scena aperta, liberatori, sia dai banchi penta stellati sia da quelli Pd e sinistra, il presidente Conte.

 

Soprattutto quando, infine , lo ha accusato di vigliaccheria politica. La mozione di sfiducia tanto annunciata dalle spiagge dall’ex vicepremier (uno che ha fato le vacanze al mare mentre tutti gli altri lavoravano) al presidente del Consiglio (e mai calendarizzata) Salvini l’ha ritirata in un bieco giochetto del cerino della responsabilità della crisi di governo, solo per poter dire che è stato Conte a dimettersi, non lui a sfiduciarlo in Parlamento e sperando di rimanere attaccato alla poltrona di ministro (con i suoi) ancora per un po’. <Se non hai il coraggio di sfiduciarmi pubblicamente questo coraggio me lo assumo io e vado al Qurinale a dimettermi>.

 

Così Giuseppe Conte, presidente del Consiglio del governo giallo-verde, ha schiacciato pubblicamente quella scheggia impazzita del suo ministro dell’Interno alle proprie responsabilità. Costringendolo così a sloggiare da ministro. Se sarà campagna elettorale e voto o un nuovo governo con il Pd lo si vedrà. Se sarà un Conte-bis non è chiaro.

 

Il Pd di Zingaretti si aggroviglia in messaggi ambigui chiedendo <discontinuità> e facendo intendere che vorrebbe allearsi, sì, con i 5Stelle, ma cambiando la formazione di governo. Avrà il coraggio di chiedere la testa di Conte (quella di Di Maio appare scontata) che ha presieduto il governo da persona perbene e che tanto è apprezzato proprio dalle persone per bene? Non è chiaro. Tutto è nelle mani del presidente della Repubblica, che di Conte ha grande stima. Fra due giorni si vedrà.