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Domenica 22 Settembre 2019 19:44

Il nuovo ’68: giovani in piazza come allora, ma per salvare la Terra

 


di Alessandro Fieramonte

 

 


greta thunberg a new yorkE’ il nuovo ’68, l’anno di inizio della rivoluzione culturale che i giovani nelle fabbriche, nelle scuole e nelle Università diffusero in ogni angolo della vita sociale, politica e perfino religiosa. Le lotte civili in corso per la salvezza del pianeta sembrano avere la stessa forza “rivoluzionaria”, politica ed emotiva di allora, anni di obiettivi chiari e di partecipazione concreta alla vita collettiva.

 

 

Slogan, organizzazione, condivisione di idee e di vita insieme per raggiungere un obiettivo comune: costringere i governi, sì, ma tutta la società a capire bene il cambiamento da perseguire negli stili di vita e nell’economia per evitare di distruggere il pianeta, l’unico che abbiamo.


In milioni vanno per le strade del mondo, da New York a Giacarta a Islamabad per dare una scossa ai governi di 190 Paesi, in vista della Conferenza Onu sul clima in programma per il prossimo 23 Settembre. Perfino in Cina, uno dei tre Paesi più inquinanti al mondo, con gli Usa e l’India, hanno manifestato per salvare la Terra dalla morte certa, con tutta la sua umanità, se non ci si deciderà subito a fermare l’economia delle plastiche, del petrolio e del carbone, dell’agricoltura chimica e degli allevamenti intensivi di animali, responsabili dell’effetto serra per il 30%.


Una partecipazione, oggi come allora, con un obiettivo serio e concreto che sta già producendo i suoi effetti perfino sui governo più riottosi come gli Stati Uniti di Trump (che dopo uragani e tempeste frequenti e distruttivi) ammette a mezza bocca che <effettivamente il clima è diventato strano> e la Cina che sta già chiudendo le sue miniere di carbone. Mentre gli egiziani stanno spendendo milioni di dollari per salvare la mitica, millenaria, Alessandria dalla sparizione: la città sarebbe tra le prime a sprofondare in mare per effetto dell’innalzamento dei mari causato dallo scioglimento dei ghiacciai, già paurosamente in atto.


Il governo tedesco ha annunciato l’investimento di 100 miliardi per scoraggiare i trasporti inquinanti (a cominciare dagli aerei) a favore di treni e auto elettriche e aiutare ogni industria “green”. Tuttal’Europa, a cominciare dall’Italia, è impegnata concretamente. Il resto verrà. Bisogna far stare l’atmosfera terrestre al di sotto di 1 grado e mezzo di riscaldamento per stare tranquilli e salvare il pianeta. Ed entro una decina di anni.


Questi tutori dell’ambiente terrestre sono per lo più giovani e giovanissimi che hanno trovato un nuovo, più che valido, motivo per scioperare saltando la scuola e fare esperienze di partecipazione alla vita collettiva. Stanno smuovendo le coscienze perfino dei più scettici.


Non ci sono riusciti gli scienziati internazionali più onesti e indipendenti che fin dagli anni ’70 lanciano l’allarme con ricerche e numeri implacabili, silenziati da colleghi disonesti che negavano l’evidenza con ricerche falsate per favorire i potentati industriali (e sindacali) interessati ai propri interessi produttivi e distruttivi dell’ambiente. Ci riusciranno questi giovani. Come nel’68, quando la rivoluzione culturale e la spinta ai diritti civili e sindacali alla fine ci fu.