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Mercoledì 02 Ottobre 2019 20:55

Reddito,  le polemiche di chi vuole scaricare il welfare sulle famiglie

 



di Chiara Circe


 


Le provano tutte per colpire il Reddito di cittadinanza, la misura di welfare del tutto simile a quelle esistenti in tutti i Paesi europei più civilizzati (dalla Germania alla Svezia), rigorosa nelle norme, che sta aiutando a sopravvivere dignitosamente due milioni e mezzo di cittadini italiani in difficoltà Soprattutto i giovani adulti disoccupati, liberando le famiglie dal peso di dover continuare a sacrificarsi per mantenere i figli, single o addirittura sposati con figli, sfamandoli e passando loro la paghetta, grande o piccola che sia, per farli sopravvivere. Un provvedimento che rende finalmente indipendenti questi figli e dà respiro a tanti genitori e nonni pensionati, liberi finalmente di godere qualche soldo in più per se stessi. Disturba non poco, dunque, la polemica che alcuni economisti (come il tributarista Lupi) fanno sulla devoluzione “a pioggia” dell’aiuto dello Stato (finalizzato alla ricerca di un lavoro). Le critiche, che falsificano alquanto la realtà, si soffermano sul fatto che anche i figli di benestanti (senza specificare quale sarebbe il reddito di un benestante) possono godere, se non ufficialmente a carico dei genitori vivendo in famiglia e ancora studenti, possono richiedere il reddito. E che questo sarebbe immorale, visto che la famiglia (e perché dovrebbe farlo?) lo può mantenere. Così come sembrano pretestuose le polemiche scatenate sul fatto che anche un’ex brigatista rossa  Federica Saraceni, 40 anni, single e madre di due figli, condannata 12 anni fa e agli arresti domiciliari, possa godere dell’aiuto dello Stato con 630 euro di Reddito. Una miseria per la sopravvivenza.


<La famiglia può mantenerla >, accusa la vedova di Massimo D’Antona, il professore ucciso dalle Br a Roma, dicendo, dall’alto del  suo altissimo e personale reddito da onorevole, che dare il reddito di cittadinanza a costei sarebbe<se non illegale, almeno immorale> concordando con il Salvini in versione opposizione che intende fare una battaglia ostruzionistica in Parlamento perché il beneficio sia tolto a una poveraccia che, madre di due figli, dovrebbe, secondo lui, passare la sua vita dipendendo per tutta la vita, lei e i suoi figli, dall’aiuto dei genitori. Alla loro morte, che crepi.


Inutile sottolineare che, pur comprendendo il rancore della signora D’Antona (che ha fatto carriera politica con la tragedia) per una degli assassini del marito, entrambe le contestazioni sono state stroncate dalla legge e perfino dal presidente dell’Inps. <E’ tutto regolare>, ha dichiarato l’Istituto di previdenza, riferendosi ai requisiti del tutto regolari della donna, disoccupata e senza beni, condannata ben prima dei limiti fissati a 10 anni dalla legge (fino a 10 anni prima) per l’ottenimento del sostegno statale. Per il resto dove sta scritto che una donna adulta, sia pure con un passato becero, con due figli da crescere, debba essere mantenuta dalla famiglia? Quale legge lo prescrive? Anche se i genitori fossero ricchi, perché dovrebbe essere negato a un individuo il diritto a vivere, se diso, ccupati e senza soldi in banca personali, come essere umano adulto e indipendente?


Senza contare che così come è concepito il reddito di cittadinanza, farne richiesta comporta le ferma volontà di mettersi a disposizione per lavorare, considerando il beneficio come un binario più veloce e sicuro per ottenere un impiego senza essere costretti a ricorrere a raccomandazione di “santi in paradiso”, mancanti ai più. E tra i documenti da presentare c’è anche la giacenza bancaria, personale, come è giusto. In caso di alti risparmi bancari, niente sostegno dello Stato. Dove sarebbe, dunque, la “pioggia” di elargizione di cui parla il tributarista  ridens?


Le polemiche, dunque, poggiano su basi davvero mistificatorie e arcaiche, laddove la famiglia resta “padrona”  degli individui, sulla quale scaricare ogni forma di welfare come è accaduto in questi anni di crisi quando, nella moltitudine di disoccupati prodotta, grazie a governi posti a guardia dei grandi potentati, veniva scaricata su genitori e nonni, già provati, il sostegno dei giovani più deboli. Finalmente, grazie alla visione di uno Stato vicino ai cittadini più in difficoltà, le persone adulte vengono considerate come tali e non eterni parassiti dei papà. Altro che storie di vittimismo e propagande.