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Giovedì 17 Ottobre 2019 08:49

Rifiuti a Roma, la vera monnezza viene dai romani. Ora multe

 

 


di Chiara Circe

 

 

monnezza a  romaSì, nonostante gli sforzi, i richiami alla clemenza, i cambi di consigli di amministrazione (sei in tre anni), l’amministrazione di Roma guidata da Virginia Raggi sulla questione della ripulitura della città zoppica ancora. I cumuli di spazzatura che in alcune ore della giornata adornano marciapiedi e cassonetti restano una piaga della Capitale. Come si sa e si può vedere, perfino Napoli risulta più pulita. Questo anche grazie a un lavoro culturale da parte delle istituzioni che ha coinvolto il popolo napoletano, anche il più minuto dei Quartieri spagnoli, nel convincersi di quanto sia importante non sporcare la città, sia per se stessi sia per la bellezza della città che sarà sempre più attraente ed economicamente produttiva in termini turistici. Quest’opera di convincimento purtroppo non è ancora stata compiuta a Roma, dove, in centro come in periferia, il problema di fondo sono i comportamenti proprio di quelli che si lamentano dell’inefficienza della Raggi: i romani. E finalmente la giunta capitolina l’ha capito con l’ordinanza approvata grazie alla quale devono essere multati i cittadini che lasciano a terra, magari attaccati a cassonetti semivuoti, sacchetti di spazzatura, differenziata o meno.


Un po’ di piccole cronache dalla strada raccontano di quanto sia opportuna questa linea di durezza che, tuttavia, va verificata nella sua concreta applicazione. <Gettala per terra>, è l’esortazione di una signora della buona società (feroce oppositrice del Movimento 5Stelle) a una compagna di passeggiata che ha appena finito elegantemente di godersi un dolcetto da street food avvolto in una carta da dolci, alla ricerca di un cestino dove buttarla. Di fronte allo sconcerto dell’interessata, la brava, anziana signora della buona società giustifica con un <…tanto> la becera istigazione, espressa davanti a una fila di cassonetti disponibili e a una strada perfettamente pulita del centro storico. Fortuna ha voluto che l’accompagnatrice si sia ribellata con un secco <no, ma perché?>  e abbia gettato la carta sporca dove doveva andare.


Alle 11 del mattino, in una strada residenziale del quartiere Nomentano,  la signora attempata e molto distinta si avvia ai cassonetti appena ripuliti con una sacchetto pieno di plastiche gonfio e duro come un pallone da basket. Pretende di infilarlo nei buchi del cassone dedicato all’uopo. Con una esibizione di acume fuori dal comune spinge e spinge per farcelo entrare, lanciando accuse maledizioni contro la giunta (sic!) incapace di smaltire la spazzatura dei romani, incapace di comprendere una banale legge della fisica. Invece di risolvere la faccenda gettando un pezzo alla volta delle sue plastiche, come dovuto, si arrende e lascia il sacchetto per terra, ben addossato al cassonetto semivuoto. <Mica mi posso sporcar le mani con la mia plastica impolverata>, è la giustificazione che lascia a bocca aperta chi le fa notare che i rifiuti differenziati si smaltiscono un pezzo alla volta. No certo. Meglio sporcare la strada e poi lamentarsi del Comune.


Dopo di lei, arriva un ragazzo afflitto dallo stesso deficit di intelligenza. La conclusione è la stessa. E così tanti altri: con la plastica pulita, la carta e i cartoni, i luridi rifiuti indifferenziati, lasciati a terra  senza pietà. Mentre i cassonetti, forse ormai troppo piccoli per la quantità di spazzatura prodotta, restano a volte desolatamente vuoti. Per non dire delle ristrutturazioni, i cambi di mobili, di materassi che sono da addebitare nel 90% dei casi agli operai che si sbarazzano delle masserizie abbandonandole per strada.


E’ vero. Spesso sono i cassonetti a essere ricolmi per l’inefficienza e il menefreghismo dei netturbini che saltano la raccolta per propri problemi di organizzazione del lavoro e quindi per incapacità dell’azienda pubblica di fare bene il proprio lavoro. Ma è vero altrettanto che i romani non aiutano. Nemmeno un po’.


La cultura della città pulita, magari trattenendo la spazzatura per un po’ in attesa di condizioni più favorevoli o andandone a cercare di più adatte a non sporcare la strada pubblica , i romani non ce l’hanno.  Una buona parte dei romani, almeno. Ed è qui che, inconsapevole forse del valore della informazione civile permanente,  la giunta Raggi ha fallito. Le multe sono sicuramente un deterrente e una buona iniziativa. Ma non basteranno, senza controlli e un’educazione capillare, strada per strada, sul corretto smaltimento.