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Venerdì 18 Ottobre 2019 08:29

Manovra, più soldi sanità, lavoro, figli. E chi evade: in galera!

 




di Giacinta Pezzana

 




Il governo la definisce <coraggiosa>, <espansiva>, <giusta> e non ha tutti i torti. A ben guardare le misure di bilancio a lamentarsene possono essere soltanto i ricchi e potenti, che hanno già tanto, gli evasori che vogliono continuare a esserlo, gli inquinatori che fanno soldi a danno della salute di tutti (loro famiglie comprese), i furbacchioni dell’opposizione politica che spargono balle spaziali sulle <tasse alle badanti> (senatore D’Urso di Forza Italia) o l’aumento delle tasse o l’eliminazione della flat tax e il ritorno alla legge Fornero sulle pensioni (Matteo Salvini, roso d’invidia) . Tutto falso. Anche la tassa piatta al 15% per le partite Iva che fatturano fino a 65mila euro è rimasta. Come le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni o il rinnovo dei mobili (chi è al di sopra dei 120mila euro di reddito all’anno niente da fare, ritenendo giustamente che di agevolazioni non abbia alcun bisogno); quota 100; gli 80 euro di detrazioni Irpef di renziana memoria e altre agevolazioni verso i cittadini meno agiati. In più, ce ne saranno altri 40 di risparmi di cuneo fiscale. I lavoratori si troveranno una busta paga netta più pesante. La sanità avrà due miliardi per rimettersi in sesto e perfino il superticket di 10 euro, dal settembre prossimo, sarà abolito. La svolta verso la ripresa dei consumi è così prevedibile, con il circolo virtuoso di una svolta verso la ripresa industriale e la crescita economica. L’Iva è stata interamente sterilizzata e non aumenterà, a proposito.


Sono stati stanziati soldi dove era necessario: su strade e ferrovie (11 miliardi), per gli asili nido gratuiti per le famiglie a basso reddito (400 milioni, per ora), l’assegno per ogni figlio che nasce (600, fino a 3 miliardi nei 3 anni) in vista del versamento dello Stato di un assegno unico per ogni famiglia che comprenda anche baby sitter e altre spese per i figli fino a 18 anni. Gli incentivi per la ripresa delle nascite, crollata in questi ultimi anni a livelli preoccupanti, ci sono tutti. Scuse sull’impossibilità di fare figli per ragioni di scarso danaro ce ne saranno davvero di meno, anche se il calo demografico, a nostro parere, ha ragioni più profonde e il lato economico è soprattutto una scusa di dilagante egoismo dei giovani, uomini e donne. (vedi archivio)


In più si tasseranno di più le industrie che continuano a produrre plastiche e imballaggi inquinanti e si favoriranno con sconti fiscali chi si converte al “green”. Quelli che denunciano la tassa sulle bottigliette di plastica difendono interessi particolari di industriali senza scrupoli che ancora non hanno capito che quando il pianeta sarà sommerso da ogni genere di rifiuti tossici non ci sarà spazio nemmeno per le loro Porsche. Perché il vero, grande progetto del governo è proprio indirizzare il Paese verso un futuro più sano e sostenibile. E si spera davvero che ci si riuscirà.


La guerra al contante è uno dei capisaldi della manovra che, compattamente, il governo ha licenziato nella notte di ieri e che è stata spedita a Bruxelles per le valutazioni della Unione che si immagina esprimerà parere favorevole visti i 14 miliardi di flessibilità concessi all’Italia ( e non solo. Ne avranno bisogno tutti, dalla Germania alla Francia).


Il tetto dal 2020 ai 2.000 euro di danaro che può passare di mano in mano legalmente (con ricevute) è stato un buon compromesso (ora era a 3mila), fino a scendere a mille dal 2021. Poi tutto dovrà essere tracciato con premi a chi paga le spese con le carte e punizioni a chi si intestardisce a non dotarsi dei sistemi di pagamento elettronici, dai commercianti ai liberi professionisti e artigiani.


Oltre ai controlli incrociati di Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate, su un’evasione che, dice l’Istat, è arrivata allo sproposito di circa 200 miliardi, è fondamentale mettere in campo altri sistemi di quotidiano giro di soldi. Se tutti pagassero le tasse dovute alla fine potrebbero scendere e tanto. Mentre l’ingiustizia abissale risiede nel fatto che c’è gente che può permettersi lussi lucrando sulle spalle di chi fatica ad arrivare con le spese a fine mese, pagando ogni lira di tasse.


Bisogna mettere in carcere questi malfattori che danneggiano tutti? Certo. La manovra prevede fino a otto anni di galera per chi evade dai 50mila euro in su. Corretto. Come va in carcere un ladruncolo di mele (copyright di Marco Travaglio) così deve essere per i grandi evasori, spina nel fianco del bilancio della comunità nazionale. Le belle anime che si scandalizzano per il tintinnar di manette possono stare tranquille. Nel rispetto di tutti i diritti civili e penali ai grandi evasori il grido deve essere uno soltanto. <In galera!>.