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Giovedì 31 Ottobre 2019 21:38

Celebrati i 50 anni di internet, ma sarebbe meglio fargli il funerale

 

 


di Rocky

 


Il 29 ottobre 2019 si sono celebrati i 50 anni della prima comunicazione attraverso internet. In quel giorno del 1969 il professor dell’Università di Standford in California, Leonard Kleinrock, teorico della comunicazione “a pacchetti” inviò il primo messaggio da un computer a un altro con un sistema di nome Arpanet . Un messaggio durato un paio di secondi, che si blocca alla scrittura della terza lettera della parola login, facendo andare in tilt l’intera sistema elettronico dell’Università. Nonostante questo il collegamento aveva funzionato e l’intera sistema di internet avviato. Con quel che ne consegue. Grazie alla rivoluzione di internet l’intera comunicazione tra esseri umani è profondamente cambiata, permettendo una vicinanza da una parte all’altra del mondo che né telefono, né fax, né le care, vecchie, lettere, avrebbero mai potuto permettere per velocità, comodità e visibilità. All’apparenza una buona cosa, soprattutto nel campo dell’economia e della cultura che, grazie a internet, sarebbe potuta diffondersi con più facilità, insieme allo sviluppo dei computer che via via sono diventati in grado di archiviare un’enorme massa di informazioni. Se, però, si guarda agli effetti più diffusi oggi, a distanza di 50 anni, il bilancio sembra del tutto negativo.

Con internet si sono ampliate le possibilità dei poteri politici più oscuri di controllare e spiare ogni individuo nella sua vita più intima per elaborare politiche o manipolare le coscienze, è diventato più facile veicolare messaggi di violenza  sopraffazione diffondendo a dismisura il bullismo, il teppismo, la delinquenza, il razzismo e l’odio perfino tra i giovani e i giovanissimi, diffondere miti negativi per la pace e la serenità sociale, solleticare l’emulazione di vite stupide e fatue, gratificare pornografi e pedofili con una mania di esibizione fotografiche perfino dei bambini da creare seri problemi all’integrità umana. Per non dire della facilità maggiore per terrorismo e guerre.


Con i social network, nati con internet, il mondo è sicuramente peggiorato, aumentando i rischi di un’implosione dei rapporti umani e dando a leader senza scrupoli maggiori possibilità di offuscare menti e anime per i propri scopi personali di “comandare il mondo” eliminando qualunque forma di libertà.


Per uscirne sarebbe meglio uno shock salutare con una campagna di comunicazione che inviti a “staccare la spina” per disintossicarsi e ritornare con la propria intelligenza alla vita vera della comunicazione “vis à vis” e rendendo l’accesso ad internet molto meno facile per tutti (soprattutto per i minori), intervenendo più decisamente sui messaggi illegali o di violenza e odio. Che internet torni a essere un utile strumento di cultura, informazione, buona economia. Prima che sia troppo tardi. A conti fatti, così come stanno le cose, invece di una celebrazione (utile al business dei media) sarebbe meglio fargli il funerale. Tanto per respirare un po’.