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Domenica 22 Dicembre 2019 18:40

Meno tasse e poveri, bollette calmierate, Italia più green: felice 2020

 

 


di Agnese Blondì

 

 


Questo 2020 si presenta l’anno della svolta per vedere il Paese e i suoi cittadini svantaggiati (in buona maggioranza) ricominciare a vivere più serenamente. Sempre che questo governo continui a marciare come sta facendo, al di là della concorrenza interna dei partiti portatori di rappresentanze particolari, ma del tutto amalgamabili a favore degli interessi generali. Basterebbe il rinvio al 2022 della fine del mercato tutelato dal calmiere dello Stato per le bollette di luce e gas, approvato con il decreto che accompagna la legge di Bilancio, detto Milleproroghe, per stabilire che questo Pd (senza Renzi)-5Stelle è un governo amico della popolazione e che sta facendo bene il suo mestiere a favore dei ceti più svantaggiati, compreso, ormai, il ceto medio.

 

 

L’abbassamento delle tasse con la sterilizzazione dell’Iva e la riduzione del cuneo fiscale che porterà più soldi nelle tasche di operai e impiegati e l’aumento dei sussidi per le neo-mamme, con gli asili nido gratuiti per i meno ricchi, l’abolizione del ticket sanitario uniti al reddito di cittadinanza che ha abbassato l’indice di povertà del 60% (per la gioia dei commercianti che hanno visto girare più soldi con l’aumento dei consumi) e al decreto dignità che sta stabilizzando tanti precari, nel pubblico e nel privato, sono misure che fanno entrare soldi vivi nelle tasche di quanti, milioni, dalla crisi finanziaria del 2008, si sono via via impoveriti grazie alle misure di austerità messe in campo da governi che hanno salvato le ricchezze dei colpevoli facendo pagare il fìo alle vittime.


L’ingresso nel mercato libero, con le aziende che potrebbero fare il loro comodo aumentando i costi dell’energia, in qualche finta concorrenza dei prezzi che non sempre porta al loro abbassamento (vedi settore comunicazioni) potrebbe diventare un vero problema e, come stabilisce il decreto, il consumatore dovrà essere ben informato prima su come regolarsi.


Basterebbe, inoltre, la decisione di non autorizzare le concessionarie autostradali gli aumenti dei pedaggi, di avviare la procedura per la revoca della Concessione ad Autostrade per i profitti incamerati a tutto danno della sicurezza degli automobilisti (e non solo); di investire miliardi per aiutare il risanamento del territorio e le aziende a riconvertirsi in prodotti eco-sostenibili, penalizzando chi continua a inquinare con plastica e alimenti dannosi alla salute come i prodotti chimici altamente zuccherati; di stanziare 500 milioni, a fondo perduto, per le famiglie danneggiate dai disastri naturali, terremoto compreso; di aver accorciato il processo civile e bloccata quella prescrizione penale che ha salvato finora dai processi tanti grandi delinquenti colpevoli di tante morti in disastri industriali e “naturali”; di aver sbloccato le assunzioni e dato fondi a polizia e vigili del fuoco, agli ospedali, alla scuola per vedere concretamente quanto si stia facendo nel governo presieduto da Giuseppe Conte per dare una mano al popolo dei più deboli e degli onesti, visto che i grandi ricchi, dagli industriali ai plutocrati in generale, agli evasori, del loro sangue si sono già cibati abbastanza.


Come basterebbe il sospiro di sollievo che può essere tirato nella soluzione del caso Ilva, finalmente in via di nazionalizzazione. E’ questo governo che è riuscito ad arrivare, prima con il ministro Di Maio, poi con Patuanelli, sempre sotto l’ala decisiva di Giuseppe Conte, all’accordo definitivo che salva l’ambiente e i posti di lavoro dell’acciaieria nazionale, bloccando le furbate della multinazionale franco-indiana Arcelor-Mittal  e coraggiosamente facendo entrare lo Stato nella proprietà, con una (quasi) nazionalizzazione tanto invocata dai lavoratori (e anche da questo Post) che salverà la salute e i posti di lavoro dei tarantini.


Anche sul piano internazionale il nuovo anno presenta aspetti intriganti e portatori, magari, di buone nuove. Intanto le guerre sembrano placate, la stabilizzazione e lo sviluppo dell’Africa è in via di concretezza, con il conseguente calo degli immigrati. Unico neo le proteste giovanili di Hong Kong che la Cina sta reprimendo con ogni mezzo, preoccupata per la stabilità economica dell’importante piazza finanziaria e commerciale mondiale.


Altra novità sotto certi punti di vista positiva è l’impeachment per <abuso di potere> di Donald Trump, il palazzinaro abbastanza razzista e abbastanza xenofobo presidente Usa che tanti guai sta creando a tutti (dai dazi agli scambi commerciali alla ripresa della guerra fredda con Russia e Cina) tanto invocato da mezzo mondo e alla fine formalizzato. Potrebbe non portare a niente, il Senato a maggioranza repubblicana potrebbe salvarlo, ma non è detto.


Tra le tante novità che l’anno nuovo svilupperà sono queste <sardine> che tanto somigliano alle <madamine> torinesi difensore della Tav e degli affari che porta agli affaristi e poltronisti. Borghesi, sorridenti e tanti intellettuali, si riuniscono nelle piazze con dei flash mob organizzati via internet, hanno i loro leader, usano palchi per fare comizi, punti programmatici e tutto l’armamentario dell’organizzazione di partito (chi paga?) negando decisamente di esserlo.


Si presentano come un movimento “spontaneo”, ma non ci crede nessuno. I bene informati sostengono che vengono finanziati e sostenuti dall’entourage delle associazioni che si ispirano a Prodi (prima uscita a Bologna, alla vigilia delle elezioni regionali) e compagnia. Il loro slogan? <Le sardine non si Lega(no)> per l’avversione al dilagare del parolaio Matteo Salvini, in calo, per fortuna, nei sondaggi e alla disperata ricerca di un posto di governo.


Ora ha organizzato la Lega come partito nazionale, sconfessando la vecchia organizzazione di Bossi, ma non servirà a niente. I suoi argomenti politici e le sue bugie vengono puntualmente smontate e si ritorcono come un boomerang. Anche questo è un segno di un anno che non sarà troppo male. Tanti auguri a tutti. Ci ritroviamo il 10 Gennaio prossimo.