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Martedì 21 Gennaio 2020 09:11

Disuguaglianze Italia: l’85% delle risorse nelle mani di una minoranza.

Così Reddito e taglio fiscale aiutano i più poveri

 

 

 


<Disuguaglianza fuori controllo nel mondo>. E’ la denuncia di Oxfam, organizzazione non governativa internazionale che si occupa di sfamare le popolazioni povere, almeno tre miliardi di persone che vivono con meno di 5 dollari al giorno nelle aree del sottosviluppo. L’ultimo rapporto dice che l’1 per cento della popolazione mondiale detiene qualcosa come il 70 per cento delle risorse di oltre sei miliardi di esseri umani. Soprattutto in Nord America, ma anche in Cina e in alcuni Paesi africani, questa diseguaglianza si sente moltissimo. <Colpa delle politiche fiscali>, sostiene Oxfam. Da Reagan, a Clinton, a Trump, che hanno favorito sempre i più ricchi.

Anche in Italia negli ultimi venti anni, il 45 per cento della popolazione detiene oltre l’85 per cento della ricchezza, alimentando soltanto i consumi di alta e altissima gamma, mentre tutti gli altri prodotti andavano in crisi nera. Dato salito vertiginosamente dal 2008, anno della grande crisi contemporanea.


Ecco perché lo Stato deve intervenire sempre più con politiche fiscali più leggere per i redditi medi e aumentare la quota di welfare. Ed ecco perché il Reddito di cittadinanza erogato a un milione e duecentomila persone (dati Inps), per il 60% al Sud, di cui soltanto il 6 per cento ad immigrati e il 3 ad altri cittadini europei residenti in Italia, è stato un provvedimento necessario e utile a rimettere in circolo un po’ di consumi medio bassi, altrimenti in via di fallimento e con loro le attività commerciali di livello comune.


Ora che il governo Pd-5Stelle è intervenuto anche sulla pressione fiscale dei lavoratori fino a 38.mila euro, alleggerendo le buste paga fino a 1200 euro all’anno (il guadagno in più per i lavoratori sarà in media di cento euro netti al mese), sarà possibile invertire queste scandalose diseguaglianze. Si aspetta per questo la riforma dell’Irpef che, giura il ministro dell’Economia Renato Gualtieri, è “in cottura” . Bisogna far presto, però. Altrimenti l’economia continuerà ad andare su una pericolosa china.