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Martedì 28 Gennaio 2020 11:01

Regionali al Pd e Forza Italia. E Salvini si sgonfia come un pallone

 

 

 

di Alessandro Fieramonte

 

 


Risultato immagini per foto pd in festa elezioni emiliaPrima del voto in Emilia Romagna il Salvini modello fanfarone vantava i suoi sondaggi dalle percentuali stratosferiche, debordava trionfante e borioso come un tacchino prima di essere spennato, straparlando di capacità di governo e di come avrebbe vinto nelle elezioni regionali per mandare a casa il governo. Poi è arrivato il voto e, boom!, la bolla Lega-Salvini si è sgonfiata come la bolla di internet a Wall Strett nel 2001. Salvini perde malamente, sgonfiandosi come un pallone. E,  simile a un pugile suonato che si dichiara sicuro di vincere prima di cominciare, una volta persa la partita, si è di colpo presentato alla stampa in versione olimpiade, novello De Coubertin (copyright di Enrico Mentana) dichiarando la sua soddisfazione per come era andata. <In fondo, l’importante è stato partecipare>.  Grande prova da consumato attore da cabaret. Mentre Giuseppe Conte , con il suo governo giallo rosso, se la ride.


In Emilia Romagna ha vinto, come prevedibile, il buon governo del governatore Bonacini, Pd, primo partito, appoggiato da buona parte degli ex 5Stelle (crollati a un misero 8%). Gli elettori se ne sono infischiati degli appelli della Lega (del tutto sgraditi) a buttar giù il governo di Giuseppe Conte con il voto ai leghisti odiatori e pasticcioni. Così la Lega di Salvini ha perso, staccata di 8 punti e la sua candidata Bergonzoni è rimasta a fare il consigliere regionale e messa nelle condizioni di non nuocere. Grazie a Dio non si sono svenduti come gli umbri (vedi elezioni in Umbria).


Ma se gli emiliano-romagnoli hanno tirato fuori l’antica cultura democratica e solidale del socialismo dei primi anni del secolo scorso, aborrendo ogni odio verso il diverso come subdolamente propagato dal Salvini-“pensiero”,  non così poteva essere per la Calabria.


Qui, dove si piange sottosviluppo e miseria a ogni angolo di strada e i clan della n’drangheta sono ai vertici delle organizzazioni criminali mondiali, gli elettori hanno scelto i ricchi affaristi di Forza Italia, nella persona di Iole Santelli, neo governatrice della Regione, prima donna in quel ruolo. Nei territori del malaffare e della corruzione diffusi (non a caso tanti calabresi per bene se ne vanno via) e dei “boia chi molla” delle rivolte neo fasciste degli anni’70,  non poteva che andare così.


Filippo Callipo, imprenditore del tonno che si è fatto da sè, vanto dell’imprenditoria sana locale, candidato del Pd, è riuscito ad arrivare ad appena il 35%.  In questo quadro gli onesti candidati dei 5Stelle che hanno avuto il coraggio (politicamente sbagliando e contrariamente al parere più saggio di Luigi Di Maio) di presentarsi con il proprio simbolo dell’onestà e delle regole non potevano che restare fuori dai giochi, non avendo ottenuto abbastanza voti per entrare in consiglio comunale.


Unica consolazione è che, grazie alla Calabria, anche in questo caso Salvini ha preso una bella scoppola, diventando appena il terzo partito, dietro Forza Italia e Pd. Il 38% che sventolava grazie a sondaggisti compiacenti se lo è sognato. Qui come in Emilia.


La lotta intestina tra Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega di Salvini nel Centro-destra, che sventola un’unità di facciata, è aperta. <L’alleanza di Centro Destra va ricalibrata>, fa sapere Meloni di Fratelli d’Italia, scalpitante per un ruolo di rilievo con il suo 8 per cento. E voleranno i coltelli. Buon pro.