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Domenica 02 Febbraio 2020 10:56

Coronavirus, Conte: niente allarmi. Poi: è stato d’emergenza

 


di Elisabetta Regina

 

 

 

 

Risultato immagini per foto cinesi con mascherine<Nessuna allarme>, dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E si capisce. In Italia i casi di coronavirus, una febbre che può essere letale e di cui sa ancora pochissimo, sono appena due, per ora: quelli di due anziani turisti cinesi poco informati e partiti per un tour nel nostro Paese prima che l’intera Cina fosse messa in quarantena dove i morti adesso sono centinaia e gli infettati oltre diecimila. Condizioni stabili, ma stavano in albergo a Roma (il Palatino di via Cavour, in pieno centro) da un paio di giorni quando sono stati colpiti dalla febbre. Il ricovero è stato immediato, allo Spallanzani di Roma che fa da centro nazionale per questa malattia altamente infettiva, per via aerea, in incontri ravvicinati. Altri sono stati messi in osservazione (una quindicina, il personale dell’albergo) ma sono risultati negativi. Nessun allarme, dunque. Ma allora perché proclamare l’emergenza nazionale? Qualcosa non quadra.

 

 

Assurdo, dicono i medici del ministero, il panico anticinese che si sta scatenando lasciando vuoti i ristoranti o impedendo loro di andare a scuola o di entrare nei negozi, specie se non si sono mai mossi negli ultimi mesi dall’Italia. La catastrofe che ha colpito la Cina è già globale di per sé, di sicuro dal punto di vista economico, sia per i nostri imprenditori che lì hanno aperto fabbriche, sia per l’import – export con quel Paese che sta facendo morire sul nascere <la via della Seta> aperta con i recenti accordi produttivi e commerciali sotto scritti con Pechino dall’Italia.


E assurda la corsa alle mascherine, che servono a poco e niente. Anche perché sono ormai introvabili. Quelle verdi da chirurgo servono soltanto a impedire che goccioline di saliva invisibili e piene di batteri possano fuoriuscire dalla bocca, ma non impediscono all’aria, magari infetta, di entrare. Utile è che le indossino soltanto quanti potrebbero essere contagiosi. Meglio curare per bene l’igiene delle mani, lavandole spesso. Anche i disinfettanti da tasca risultano introvabili, ma basta disinfettarle al rientro a casa anche con dell’acqua ossigenata.


Meglio proteggersi comunque nei luoghi affollati (dai cinema agli autobus, ai centri commerciali, con mascherine antismog, munite di valvola per impedire al pulviscolo atmosferico di penetrare nelle narici e nella bocca. Come è buon uso, da sempre, per buona educazione, mettersi la mano davanti alla bocca quando si tossisce e starnutire nel fazzoletto.


I soliti affaristi delle multinazionali dei vaccini sostengono che bisogna vaccinarsi contro l’influenza, tanto per evitare i sintomi che sono simili sia nel caso di un banale raffreddore o temperatura, sia in quelli del coronavirus. Come api sul miele sono scesi in campo con gli altoparlanti di “loro” esperti, per spingere a comprare il vaccino anti-influenzale, come se fosse un rimedio efficace. Balle. Quello che serve è un vaccino mirato a questo virus ancora sconosciuto e non altro. Che lavorino per questo senza indurre in false speranze per ragioni puramente commerciali.


In questa situazione di panico fioriscono le fake news sui social. Notizie false messe in giro ad arte con l’intento di seminare la paura e spingere a credere a qualsiasi “stregone” , anche farmaceutico, che proponga il proprio rimedio fasullo. O per creare caos da addossare, per motivi politici, al governo di turno ogni colpa.


Oppure, ancora, per rendere più verosimili le lamentazioni degli albergatori che con i cinesi facevano fino a ieri “fatturati” d’oro, pronti a strappare qualche soldo di risarcimento al bilancio pubblico. Come quella registrazione (anonima) di una presunta infermiera del Policlinico di Roma che denuncia decine di casi e di morti che le autorità terrebbero nascosti. Come? A chi? Il Policlinico che è un posto di mare? La più grossa è quella che vorrebbe il virus creato in un laboratorio cinese, sul quale Pechino avrebbe perso il controllo.


La notizia viene rilanciata da quel giornalista-fake di Paolo Liguori (Centro-Destra) che l’ha letta sul Washington Times, giornale noto negli States come diffusore di bufale. Infatti, a richiesta di chiarimenti, il quotidiano statunitense ha ammesso di non avere nessuna prova. Speculazioni allarmistiche, insomma, tanto per speculare contro la Cina.


Tanto è inverosimile la faccenda, visti i danni che sta provocando soprattutto al Dragone d’Oriente che, al contrario, se proprio si volesse speculare in par condicio, si potrebbe ipotizzare che potrebbe essere stato un laboratorio statunitense a creare il virus e a diffonderlo in Cina, grande rivale economica nell’era di Trump. Ca…volate., per il momento.


La verità è che in attesa che la comunità scientifica capisca meglio e di più su questo virus, in modo da individuarne l’antidoto, la situazione è seria e le precauzioni sono d’obbligo. Lo stato d’emergenza nazionale ne è la prova. Qui non si tratta del famigerato H1N1 (o la Sars) che si poteva contrarre soltanto se si viveva abbracciati ai polli baciandoli in bocca. Qui l’origine è ancora oscura e il male ancora ignoto. L’allarme c’è, eccome. E proprio per questo non è né il caso né il momento di scherzare. Per scoprire la verità vera c’è tutto il tempo. Dopo.


Che il male si sia sviluppato in un mercato di Wuhan è una spiegazione troppo debole e insufficiente. Nessun allarme, ma nemmeno indifferenza. Se ve lo dice chi, tra i tanti scienziati criticarono la storia dell’H1N1 (vedi archvio press di questo Post) sarà difficile affermare che queste preoccupazioni siano attività di “pompieraggio” a vantaggio delle istituzioni.


Tanto è emergenza globale che il governo (come in tutta Europa e in buona parte del mondo) ha chiuso i porti e gli aeroporti ai cinesi, sta rispedendo a casa quelli che sono in Italia, fa ponti aerei per riportare in Italia i nostri connazionali che vivono in Cina, mette nelle mani della Protezione civile, come nel caso di terremoti o catastrofi, ogni azione pubblica che possa riguardare questo coronavirus con il potere, forte di 5milioni di euro stanziati all’uopo, di intervenire superando ogni legge vigente per evitare il contagio.


Per ora ha bloccato porti e aeroporti, poi si vedrà. Niente allarmismi, ma l’allarme massimo c’è tutto. Non scherziamo con le parole. Con tutto il rispetto e la stima per il presidente del Consiglio.