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Mercoledì 05 Febbraio 2020 19:32

Violenza, come fare di una tragedia un grande affare. Se sei donna

 

 

 

 


Risultato immagini per foto jessica notato a sanremoLa cultura commerciale della vita si sparge come un virus contagioso, altro che coronavirus. E in questo alcune donne sono maestre. Ne sono la prova alcune sventurate, che sventurate non dovrebbero essere definite, che fanno degli effetti devastanti subiti da un’aggressione. Ieri sera a Sanremo abbiamo assistito a una discriminazione di genere fuori dal comune. Sul palco del festival è salita una donna (Gessica Notaro), avvocato fiscalista senza infamia e senza lode prima di diventare vittima illustre intervistata da Jula Jebreal, che ha avuto la faccia sfigurata dall’acido che le aveva lanciato sul viso l’ex fidanzato. E perché non il giovane Piero, vittima dello stesso delitto accaduto a Milano, ma al contrario? Una ex fidanzata, di una ricca famiglia, gli ha sfregiato il volto con l’acido e il ragazzo ne porterà i segni distruttivi per sempre. Perché la donna sì e il ragazzo no? La violenza, perché di questo si parla, è la stessa.

 

 

In entrambi i casi si è trattato di un orrore che è costato la prigione ai due violenti e l’integrità fisica, un dolore immenso entrambe le vittime. Ebbene, soltanto la donna riceve tanti onori (perché di questo si tratta) grazie ai quali non solo viene pagata come una soubrette, ma le è consentito anche di cantare con un famoso rapper una canzone scritta sulla sua vicenda dolorosa.


Così il successo (diventerà un inno per le assemblee delle donne?) è assicurato e i diritti d’autore diventano soldi fumanti dei diritti d’autore Siae. La vittima è lanciata verso un futuro di rockstar futura milionaria. Ecco che una tragedia diventa un grande affare.


L’altro, invece, il giovane che con dignità si è soltanto difeso, vincendo, in Tribunale contro la sua aguzzina, viene lasciato nell’ombra. Bell’esempio di manipolazione delle coscienze da parte della Rai.