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Domenica 09 Febbraio 2020 21:12

Pedoni indisciplinati, presto la legge sul reato di “suicidio stradale”

 

 


di Chiara Circe


 


Risultato immagini per foto pedoni che attraversano la strada col telefoninoUna strage di giovani si sta compiendo sulle nostre strade. Alla guida di utilitarie o di gran Suv incoscientemente affidati loro da padri e madri distratti, decine di giovani neo patentati sconvolti da birra, stanchezza e senso di onnipotenza si ammazzano guidando a folle velocità o scontrandosi con altre vetture incolpevoli per l’imperizia nella guida. Peggio, se può esserci un peggio a tutto questo, sono le decine di pedoni che in questi ultimi mesi vengono investiti e uccisi sulle strade, al centro come in periferia delle città, su buie statali o in viali di campagna, attraversando sulle strisce, ma anche no. Per questo il governo, oltre ad aver introdotto nuove norme che impongono a chi guida un’auto di fermarsi alle strisce anche quando si pensa che un pedone stia attraversando, moltiplica gli appelli agli automobilisti. <Rispettate i pedoni>, dicono gli spot . Ma chi rispetta gli automobilisti perbene?

 

Pedoni che scendono dal marciapiede guardando gli uccellini, che passeggiano sulle strisce, e non, parlando al telefonino naso per aria, addirittura dando le spalle alla senso di marcia dal quale vengono le auto; vecchietti che attraversano quando un’auto è a pochi centimetri dalle strisce, impossibilitata a frenare anche a 40 all’ora, convinti che il fatto di stare sulle strisce li salvaguardi da ogni disgrazia.


Anziani di ogni estrazione sociale che sbucano all’improvviso da dietro un grande furgone, al buio, proseguendo senza esitazioni la loro marcia pericolosa al centro della strada. Convinti che il solo fatto di essere sulle strisce gli salvi la vita. O non hanno mai guidato un veicolo o hanno un qualche retro pensiero di “suicidio stradale”, con risarcimento agli eredi.


E se chi è alla guida riesce a evitarli per miracolo e li richiama all’assurdità del loro gesto indicano le strisce come se fossero lo strumento dei miracoli di Dio oltre ogni ragionevole rischio terreno. Per sé e per il malcapitato automobilista che se li trova davanti con orrore. Urge una legge che assimili all’omicidio stradale il suicidio stradale e metta sotto accusa questi pedoni per la loro leggerezza e mancato rispetto delle regole pedonali che pure esistono.


Perché questi bipedi che credono di essere padroni di ogni strada non soltanto mettono in gioco la propria vita, ma rovinano per sempre anche quella dell’autista perbene che rispetta ogni genere di regole stradali e che, anche a bassa velocità, non viene messo concretamente in grado di evitare l’inevitabile.


Il caso più clamoroso è quello delle due ragazze uccise a Roma da un giovane di vent’anni a bordo di un Suv sul Corso di Francia, zona bene della città. ragazze di 16 anni che a mezzanotte, telefonino e face book alla mano, ancora se la spassavano per la movida su una strada a scorrimento veloce ai lati della quale si aprono bar e ristoranti. Poverine. Nessuno aveva insegnato loro, probabilmente, con l’esempio, soprattutto, che le regole della strada devono rispettarle tutti, sempre. Il disastro è dietro l’angolo, ma loro non ci pensano nemmeno.


Prese, dunque, da un raptus di esuberanza giovanile e da chissà quale meta da raggiungere, tipico dei giovani, cercano una scorciatoia facile attraversando la strada divisa addirittura da un guardrail, scavalcandolo e lanciandosi a superare l’ultimo pezzo  mentre sopraggiunge l’auto del giovane, ad andatura sostenuta.


Piove. L’illuminazione è scarsa, il giovane ha il via libera dal semaforo verde, la tragedia è vicina. Il ragazzo viene arrestato per omicidio stradale e rovinato per sempre. Giusto? Sbagliato? O al massimo sarebbe passibile di una multa per eccesso di velocità? Non sarebbe potuto capitare a chiunque, anche a 50 all’ora? Lo stabilirà la giustizia.


La vicenda dolorosa, soprattutto per le famiglie che hanno perso dei figli così giovani, è ancora in corso, ma è emblematica di quanto i pedoni non siano sempre da difendere come incolpevoli per principio. E che andrebbero bene educati, fin da piccoli, a preservare la propria e la vita altrui girando per le strade con attenzione. Quante volte sono proprio i genitori a trascinare i propri figli in un attraversamento pericoloso, fuori dalle strisce e con il rosso? Tante, basta guardarsi in giro.

Bell’esempio.

Bisogna insegnare invece le regole e far rispettare rigorosamente le regole, proprio quando si hanno i ragazzi con sé. Scendendo dai marciapiedi con riguardo estremo, guardando a destra e a sinistra sempre, evitando di andare sui cigli delle strade, di giorno o di notte, o ai bordi di superstrade, dove non ci sono marciapiedi e l’asfalto è riservato alle automobili. Insegnando loro a rispettare la propria vita ma anche quella degli automobilisti.


Per questo il governo farebbe bene a mettere in campo spot che correggano questa disparità, dove anche i pedoni vengano messi sull’avviso: <Rispettate gli automobilisti>, dovrebbe essere il titolo. E’ una questione di correttezza. Anche i pedoni dovrebbero essere passibili di essere accusati di omicidio stradale, a volte. Non ritenuti vittime a prescindere. Ogni incidente ha una sua storia e ogni errore va valutato attentamente. O no?