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Domenica 23 Febbraio 2020 10:49

Convin-19, la figuraccia della sanità lombardo - veneta (leghista)


 


Risultato immagini per foto ospedale di codognoIl contagio del coronavirus è arrivato in Italia. Inevitabilmente. Il governo e le autorità del Commissario preposto al problema dicono che era previsto e si capisce perché. Il virus si propaga in modo molto facile, per via aerea (a dispetto delle rassicurazioni di alcuni) e si comporta in modo imprevedibile. Basta stare strizzati in autobus o vicini vicini al tavolo di un ristorante per essere a portata della trasmissione da parte di chi, inconsapevolmente, è portatore, anche sano (il cosiddetto paziente zero) della malattia. Tanti guariscono, tanti non si ammalano nemmeno, ma in tanti (vedi Cina) possono morire, a qualunque età. Ecco che, capito acutamente che la faccenda era seria e con tutte le informazioni disponibili dalla Cina (dove i morti sono oltre duemila e i contagiati si avvicinano agli ottantamila) il premier Conte ha dichiarato un mese fa lo stato di emergenza nazionale e prese tutte le misure per tamponare l’arrivo del virus il più possibile. Il governo sapeva che, prima che Pechino scoprisse le carte per qualche giorno tenute in mano e chiudesse le frontiere (soprattutto i voli da e per l’estero) milioni di persone avevano viaggiato e raggiunto ogni parte del mondo, fino a portare il convin-19, contro il quale una medicina specifica ancora non c’è, ovunque. Il contagio si è diffuso in ogni parte, anche in Italia. E mentre a Roma l’eccellente Spallanzani e la rete medica ospedaliera parava in modo egregio il problema, in Lombardia e in Veneto, guidate dai leghisti, lo sottovalutavano, tanto per screditare il governo. Bravi, complimenti. Il contagio è partito proprio da là.

 

 

Per ora i contagiati in Italia, in tre giorni, sono una sessantina, quasi tutti in Lombardia, due i morti, e il “paziente 1”, il primo  ammalato, un giovane manager di 38 anni, giace ancora grave in ospedale. La sua storia è emblematica della colpevole leggerezza della sanità lombarda, tanto “auto- vantata” dalla Lega. L’uomo ha avvertito i primi sintomi qualche giorno fa. Evidenti di questi tempi. Anche un bambino li avrebbe capiti subito: respirava con difficoltà, aveva febbre alta e tosse.


Cosa volevano di più il medico di base di Codogno Monzese (cintura milanese) , che pur diagnostica la polmonite visitandolo senza precauzioni, e i medici del pronto soccorso dove l’uomo arriva in pessime condizioni? Erano lucidi o dormivano? Eppure l’allarme era chiaro. L’uomo ammalato ha contagiato moglie (incinta), genitori e, prima di ammalarsi, un centinaio di altri conoscenti, colleghi compresi. La fabbrica dove lavorava è stata chiusa.


I medici dell’ospedale di Codogno Monzese, a due passi da Lodi, nel cuore dell’hinterland industriale, invece, lo visitano, gli danno una pillolina e lo rimandano a casa! Dove il pover’uomo peggiora e torna al pronto soccorso dove viene ricoverato come un qualsiasi paziente in codice rosso. Non solo.


Medici, infermieri, assistenti vari, vanno e vengono al capezzale del malato senza un minimo di precauzioni, contagiandosi anch’essi. Quali erano state le indicazioni delle autorità sanitarie lombarde? Gli avevano forse detto di non dar retta a quei “ladroni” del governo di Roma? Che il problema era una montatura dei 5Stelle? Che andavano accusati solo i cinesi, mentre il contagio partiva da un italiano? <Le informazioni cinesi erano sbagliate>, ha il coraggio di dichiarare l’assessore alla Sanità della Lombardia, leghista. Come è stato possibile che in quell’ospedale agissero con tanta leggerezza? Tanto che il secondo morto di coronavirus, una donna, fosse ricoverata proprio là?


Un comportamento inqualificabile, vista la rapidità con la quale si propaga e l’allarme lanciato in tempo dal governo. Ora il focolaio è intorno Milano, chiusa a chiunque venga dal Lodigiano, e in Veneto, dove sono state chiuse le Università. Le autorità leghiste tentano di correre ai ripari ora che i buoi sono scappati. Bene, bravi, complimenti. La figuraccia del governo leghista è assicurata. Sulla pelle, purtroppo, dei cittadini.