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Lunedì 24 Febbraio 2020 00:00

Covid-19, ora è l’Africa che blocca gli italiani del Nord alle frontiere

 

 

di Alessandro Fieramonte

 

 

Risultato immagine per foto milanoIl contagio del covid-19, il nuovo coronavirus, si diffonde nel Centro-Nord d’Italia con velocità. I morti finora sono sette, ma gli ammalati sono quasi 80. E’ormai accertato che la Cina non c’entra niente, che si tratta di un virus uguale ma autoctono, maturato qui, nel nostro Paese o per meglio dire al Nord. Tutti gli infettati e i deceduti sono anziani, ammalati o meno (ci sono morti a Wuhan anche di persone sane di trent’anni e il più grave italiano ha 38 anni) che non hanno avuto nessun rapporto con quel Paese anche se non si sa se abbiano frequentato cinesi di ritorno da un viaggio a casa asintomatici o ammalati e poi guariti. Resta che il Nord, ragionano i più, al momento è meglio evitarlo, come suggerisce anche la Regione Lazio in una circolare. Quantomeno il Lombardo-Veneto, soprattutto la cintura milanese e il Padovano, oltreché Venezia. Una “discriminazione” da appestati che da quelle parti si è usata (si usa, in certe zone) di norma con i neri e i “terroni”. Ora stanno sperimentando sulla propria pelle cosa vuol dire essere rifiutati per puro pregiudizio, anche se in questo caso una motivazione concreta c’è davvero. Il fenomeno che questo sconosciuto virus produce a Roma, Napoli o Bari (dove finora non si è verificato un solo caso locale e dallo Spallanzani si esce guariti) è ora quello che induce il Sud a tenere alla larga il Nord e i suoi abitanti, portatori potenziali di virus letale. Perfino l’Europa ha messo il Nord Italia, area europea con il numero più alto di contagiati, sotto osservazione.

Una legge del contrappasso di dantesca memoria (si è costretti alle stesse pene inflitte agli altri) dà così una piccola rivincita al Sud. E ai cinesi che con il coronavirus italiano non sembrano, finora, entrarci proprio niente e che evitano gli italiani con cura. E agli africani che cominciano, loro, a rifiutare gli italiani e in generale gli europei bloccandoli alle frontiere, dalle Mauritius (dove 50 turisti italiani sono stati respinti in blocco all’aeroporto) all’Arabia Saudita, dall’Iraq all’Iran, dove i contagiati sono centinaia e i morti già 60, non tutti anziani e malandati.

 

 

 

Figurarsi, infine, se non sogghigna, sia pure amaramente, il mondo degli immigrati finora trattati dall’alto in basso dalle “sciure” e i “bauscia” milanesi. Sono loro, quelli arrivati con i barconi che ora scansano quelli della Padania turandosi il naso e mettendosi la mascherina. E non soltanto per il contagio da coronavirus.

 

La realtà costringe ora a mettersi nei panni di tutti i rifiutati del mondo,vittime di odio e pregiudizio sociale, nella speranza che possa dare un lezione di civiltà a quanti, da discriminatori, diventano discriminati. Non fare al prossimo tuo quello che non vuoi venga fatto a te stesso. Il Vangelo docet .