PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Maggio 2020 09:12

Silvia liberata: ora sono fedele al Corano. E i barbari si scatenano



di Chiara Circe



Silvia Romano arriva in Italia col velo islamico, si è convertita ...L’unica notizia seria e meritevole di essere diffusa è la liberazione di una ragazza italiana di 23 anni, volontaria per la cooperazione umanitaria in Kenia, rimasta per un anno e mezzo ostaggio di un gruppo di terroristi islamici somali, noti con il nome di Al-Shabab, gruppo limitrofo all’Isis. Silvia Romano, giovane milanese, grazie al lavoro dell’intelligence italiana e, particolare importante, ai servizi segreti turchi (quelli da sempre sospettati di aver favorito l’ingresso dei terroristi islamici in Siria e Iraq) è tornata finalmente a casa dopo lunghissimi e angoscianti mesi in cui nulla si sapeva della sua sorte. Vedere la giovane scendere dall’aereo e riabbracciare, nel giorno della festa della mamma, tra le lacrime di gioia la madre, il padre e la sorella è stato un momento emozionante per tutti. La gioia è esplosa soprattutto nel quartiere di Milano dove Silvia abita e dove tutti la conoscono come una brava e forte giovanissima votata ad aiutare i più deboli tra i deboli, i bambini dei villaggi africani più poveri. La storia al momento del sequestro, 18 mesi fa, aveva commosso l’Italia intera e così sembrava dovesse essere al momento della liberazione. Sembrava ovvio che la notizia si sarebbe fermata lì, ferma restando l’attenzione sull’indagine della magistratura per conoscere i particolari. E invece.


Invece la fanciulla ha avuto la bella idea di presentarsi da donna libera con il caffettano islamico, il capo coperto dal velo, sia pure protetta da mascherina (ormai andiamo tutti mascherati da afghane), guanti e soprascarpe da terapia intensiva. <Mi sono convertita all’islam, liberamente>, ha annunciato. <Dopo un mese di pianti ho scelto di essere forte e adattarmi alla situazione. Ho chiesto un libro, mi hanno portato il Corano e così mi sono convertita>. Fatti suoi? Nemmeno per idea.


Appena scoperto che era stata salvata (con regolare pagamento di riscatto come in Italia è sempre successo) un urlo di sdegno si è levato da una parte dei soliti idioti razzisti e fondamentalisti ma di altra religione. <E’ stata liberata un’islamica! Scandaloso>. E giù minacce alla stessa poveretta che ora deve essere protetta dai suoi stessi connazionali per i quali il valore della vita umana non esiste in sé, ma “dipende”.


Dalla religione, il colore della pelle, lo stato civile, l’orientamento sessuale  e via dicendo. Ragion per cui, visto che è stata salvata la vita a una “islamica” , il fatto che sia una ragazza italiana passa in secondo piano. Anzi. Non valeva la pena di darsitanto da fare per una <musulmana>. Se si fosse convertita all’ebraismo, al calvinismo, al protestantesimo, all’arianesimo o a qualsiasi altra fede, passi. Ma musulmana no…. proprio non si può accettare. Che barbarie.


A coprire l’abiezione di un ragionamento animalesco come il su-esposto ci si sono messi i soliti rappresentanti politici di cotanti elettori, Meloni e Salvini. <Non bisogna pagare il riscatto nei sequestri>, ha detto l’una, con gran faccia di bronzo, omettendo che nei governi di Centro Destra si è sempre seguita la stessa linea.


<Il governo ha fatto una passerella pubblicitaria per ricevere la ragazza all’aeroporto>, ha echeggiato l’altro. Ma da che pulpito viene la predica. L’uomo che con le felpe della polizia ha fatto il gradasso a favore di telecamere all’arrivo dell’ex terrorista Cesare Battisti, estradato dal Brasile si mette a invocare, in questo caso <sobrietà>? Scemenze.


Per fortuna, invece, che c’era lo Stato a ricevere la ragazza liberata. E chi se non il presidente del Consiglio (che ha la delega ai Servizi, protagonisti della vicenda) e il ministro degli Esteri, capo della diplomazia che ha giocato sicuramente un ruolo forte nella vicenda? Chi, se non loro, poteva meglio far sentire la vicinanza dell’Italia, quella buona e civile, alla felice soluzione di una tragedia italiana? <Ma mi faccia il piacere>, direbbe Totò ai due campioni di invidia dell’opposizione. E direbbe proprio bene.