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Giovedì 23 Luglio 2020 06:33

E’ fatta: 209 miliardi Ue all’Italia, senza veti. E Buone ferie

 


di El. Re.

 

 


Consiglio Ue, firmato l'accordo sul Recovery Fund. Conte: "Con 209 ...E’ stato definito dai partecipanti al Consiglio europeo un accordo <storico>.  Dopo nottate passate a trattare duramente e a litigare con i 4 (su 27) Paesi che si autodefiniscono frugali o rigoristi (Olanda, Austria, Danimarca e Svezia, questi ultimi fuori dall’euro) in Italia arriveranno 209 miliardi sotto forma di prestiti (127) agevolati (circa 82 a fondo perduto). L’Italia l’ha spuntata contro quell’Olanda (che si è accontentata di sconti sui contributi alla Ue, fissati per tutti a 36 miliardi), nano cinico e baro dell’Unione europea, che voleva annullare la dignità e l’autorevolezza di Roma, con la quale si era schierato a sorpresa anche l’Est di Polonia e Ungheria. C’è chi parla (la maggioranza) di <capolavoro> di accordo dell’Italia, premiato dalle Borse (Milano subito a +2%) e dallo spread (a 151) e i fatti lo direbbero, per come la trattativa per i finanziamenti europei causa pandemia si erano avviati. Mai tanti soldi sono stati stanziati dalla Ue per aiuti ai Paesi componenti l’Unione.


Lo scontro era sulla quantità di prestiti e di fondo perduto dal bilancio Ue da stanziare e sui controlli da parte dei Paesi europei (li chiedeva l’Olanda) sull’uso e sulle riforme da fare, pena sanzioni e interferenze nei bilanci dei Paesi beneficiari, con potere di veto agli esborsi anche da parte di un solo Paese. Un’ intromissione inaccettabile che è stata respinta al mittente con fermezza e decisione da Conte, con la minaccia di uscire dal mercato comune, spalleggiato dalla presidente Ue Von der Lyen e dalla solita, decisiva, Angela Merkel (con il francese Macron), vincitrice morale dell’accordo, lontana dai tempi della troika imposta alla Grecia.


In un primo momento la proposta della Ue fissava i finanziamenti per il rilancio dell’economia europea a 750 miliardi. Con l’opposizione dei quattro Paesi Ue guidati dal premier olandese Rutte (a casa sua in piena campagna elettorale) l’ammontare è rimasto tale, ma via via, come è normale in una trattativa, è scesa a 500 e poi a 450 la quota di sussidi a fondo perduto. Alla fine, all’alba, la comunicazione che i finanziamenti solidali, da non restituire, puri e semplici aiuti per il rilancio dell’economia depressa a causa della pandemia, sarebbero stati 390, il resto, invece, da restituire ma con agevolazioni molto importanti. Il famigerato Mes così viene accantonato. Non ci sarà, probabilmente, bisogno di ricorrervi.


Una delle pretese dell’Olanda e compari era quella di mettere bocca nell’impiego dei fondi e controllare i bilanci e le riforme degli Stati che avrebbero beneficiato di quei soldi Italia, Francia, Spgana in testa). E anche qui è stata bloccata con decisione. Il “freno di emergenza” agli esborsi c’è, ma con un meccanismo per accedervi che prevede non già un potere di veto, ma una possibilità di ricorso al Consiglio Ue (tutti i 27 Paesi coinvolti) da parte di chi sia in disaccordo e una decisione a maggioranza qualificata. Respinta, dunque, su tutta la linea la pretesa dell’Olanda (e compari) di avere potere di veto anche di un solo Paese, magari della minuscola e ininfluente Austria, con tutto il rispetto per il meraviglioso territorio, Mozart e gli Strauss. Chi dice il contrario (i vari Salvini e Meloni, rosi dallo smacco del successo del governo) sparge chiacchiere in libertà da bar dello Sport.


Il plauso per l’accordo arriva dallo stesso presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ora spinge per gli interventi di rilancio con i soldi Ue (il 10 percento delle somme arriveranno subito, quest’anno), come si impegna a fare il governo, ringalluzzito da questo successo, come lo definisce perfino Forza Italia. Sommati ai 55 miliardi già stanziati dal bilancio nazionale con il decreto rilancio, calcolando soltanto gli 81,4 degli aiuti europei a fondo perduto, fanno oltre 135 miliardi da spendere per rimettere in sesto il Paese. Magari si riuscirà a evitare perfino i prestiti agevolati. Chissà.


Tutto sta nel rendere questa pioggia di danaro  concretamente operativa. con aiuti facili a sostegno delle famiglie, del lavoro e delle imprese davvero danneggiate (non a quelle che piangono miseria in tv cerando di non pagare le tasse mentre lucrano sui i milioni evasi negli anni e nascosti nei paradisi fiscali) dal blocco post pandemia. Qui si vedrà la differenza e il cambiamento vero dell’Italia, Nell’efficienza e nella trasparenza dell’intervento dello Stato a favore dell’interesse pubblico e non di pochi potentati.