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Venerdì 23 Ottobre 2020 21:15

Contagi: da Parigi a Roma è coprifuoco. E in Cina il virus scompare

 

 


di Giacinta Pezzana

 

 


Lockdown in Campania, venerdì scatta il coprifuoco dalle 23: dai baretti a  teatri, Napoli spegne le luci - Il Mattino.itE se chiudi tutto piangono miseria gli imprenditori. E se si limita il danno economico limitando i danni e i possibili contagi con chiusure a macchia di leopardo, negli orari di maggior affollamento, non serve a niente. Tanto ci si infetta prima o dopo. E se autorizzi, com’è naturale per la conoscenza del territorio, le Regioni e i Comuni a prendere iniziative restrittive (anche il lockdown) come hanno fatto Lombardia, Campania e Lazio (qui quasi 18mila solo ieri) riducendo gli orari del divertimento e istituendo il coprifuoco (come in tutta Europa) dalle 23 alle 5 del mattino nelle zone più a rischio o altamente contagiate, si incazzano Presidenti e Sindaci per paura della reazione dei propri elettori, cercando di scaricare sul governo anche i propri ruoli e compiti istituzionali. <Lo decida Conte cosa, come e dove intervenire>, è il sottotesto dei Sindaci e dei presidenti delle Regioni che hanno incassato fondi e mezzi e tentano, poi, disperatamente di scaricare il barile delle responsabilità sul governo. Come sulla faccenda bus affollati. Sono i Comuni che li gestiscono, non certo il ministero dei Trasporti. Ma la gente non lo sa ed è facile puntare tutti il dito sul governo. Comunque la si metta, chi fa sbaglia e in questo caso il governo sbaglia sempre. Anche se le stesse misure prese in tempo utile dall’Italia ora le copiano in tutta Europa. Perché il contagio si diffonde e le vittime aumentano.


Fermo restando che se fossero stati al governo i vari Salvini e Meloni, che hanno negato fin dall’inizio la gravità del virus accusando il governo di esagerare con il lockdown e chiedendo che restasse tutto aperto, avremmo avuto almeno il triplo dei morti e dei contagi, non si riesce a vedere quali siano gli errori nella gestione della pandemia di cui parlano le opposizioni. Fatti alla mano, non sanno spiegarlo.


Al di là di dichiarazioni generiche davanti a un anonimo microfono in cui si parla genericamente di <colpe> e di <mala gestione> dell’esecutivo guidato dal serissimo e popolare (e quindi odiatissimo dalle opposizioni) Giuseppe Conte, non c’è una sola proposta delle <mille fatte> e non ascoltate secondo una come Giorgia Meloni  che venga svelata. Mai. L’importante è dire che <gli è tutto sbagliato glie è tutto da rifare> e via. Tanto tutti quelli che non hanno voglia di assumersi responsabilità personali (e ce ne sono in gran quantità nel mondo) nell’evitare la diffusione del virus saranno comunque contenti.


Eppure la faccenda sembra chiara. Lasciata la briglia sciolta quest’estate per far respirare le casse degli imprenditori del divertimento (ma che ci sarà da divertirsi, poi?) ai quali i media sono pronti a mettere i microfoni davanti al naso (libero da mascherine) per lamentarsi (e sperare di succhiare soldi ai contribuenti che pagano, loro sì, le tasse) senza contraddittorio, era ovvio che il contagio si sarebbe diffuso. Come in tutta Europa.


Qui, in Italia, si è fatto argine all’inizio con il lockdown, mentre tutti gli altri, dalla Germania all’Inghilterra, costretti oggi alle stesse chiusure per la diffusione abnorme dei contagi, all’epoca se la ridevano. Poi, oggettivamente, con una parte dell’economia che rischiava di andare in malora, si è aperto tutto, ma con il contorno di una martellante campagna di informazione sulla necessità di continuare a tenere le distanze e a indossare le mascherine. A supporto, norme e obblighi di legge.


I più fessi (e furbastri, alla Briatore) hanno fatto orecchie da mercante, rifiutandosi di comprendere come sarebbe andata a finire. E parliamo proprio di bar, ristoranti e discoteche, protetti dalle grida delle opposizioni, che avevano contrastato le chiusure al grido de <il covid è un’invenzione>, <no alla dittatura sanitaria> mentre la gente moriva a grappoli.


Poi è’andata proprio come gli scienziati consulenti del governo avevano previsto. Rientrati tutti ai posti di combattimento quotidiani, il virus è dilagato. Obbligare per legge a indossare la mascherina anche a passeggio per strada è stata una mossa sacrosanta. Imporre chiusure anticipate come fatto nell’ultimo Dcpm (Decreto attuativo delle leggi dii emergenza della presidenza del Consiglio dei ministri) avrà limiti di coraggio (la chiusura nazionale alle 24 è obiettivamente poco incisiva d’inverno) ma ha cercato di venire incontro ai fatturati degli esercenti del settore. Eppure, anche qui, proteste di piazza. Tanto per spillare soldi con il pianto degli mancati incassi? Certamente.


Siamo così di nuovo in piena pandemia, con i decreti della presidenza del consiglio che si susseguono per affrontare questa e quell’altra emergenza. Di richiudere il Paese come stanno facendo ora nell’Europa tardiva della Merkel, di Macron o di Johnson e di tutti gli altri Paesi negazionisti amici di Salvini come la Polonia dove i contagi sono alle stelle, Conte non ne vuole sentire parlare. Abbiamo già dato, sembra dire. <Si facciano zone rosse e divieti dove è più necessario>, ripete onde evitare di essere costretto a decretare il coprifuoco come a Parigi. Credete che le opposizioni abbiano apprezzato? Nemmeno per idea. Con una giravolta d 360 gradi, ora fanno capire che ci vorrebbe proprio un lockdown per risolvere la situazione.


Addirittura Salvini, nella versione “boy scout” che gli è stata suggerita come più opportuna, si unisce agli scienziati che vorrebbero, per rigore di calcoli e sapienza, la chiusura totale. Lui che sbeffeggiava il Comitato tecnico scientifico del governo per allarmismo ingiustificato, sposando le tesi di quelli, incompetenti (alla Zangrillo) che declassavano la sars covid2 a semplice influenza. Basta fare ammuina e i bastian contrari, anche di fronte all’evidenza. Il resto non conta.


L’ultima “barzelletta” sul covid messa in onda sui social per tenere vivo il complottismo senza prove di tutti i frustrati del mondo (per i quali se piove è colpa del governo ladro) racconta che in un giorno imprecisato, pattuglioni di aerei caccia hanno solcato, in formazione serrata i cieli di Roma, di Milano e di Napoli e di tutta Europa lasciando scie chimiche cariche di virus per diffondere nell’aria la sars covid 2 e così il contagio.


Obiettivo: ammazzare quanti più italiani è possibile e…fare un favore all’Inps. Nessun comune mortale  li ha visti, tranne i “bocconi” che ci credono e che giurano di aver assistito allo “strano” fenomeno. In verità si tratta di una vecchia teoria ambientalista, del tutto rispettabile, vecchia di 20 anni, secondo la quale le scie degli aerei (anche quelli civili) sono cariche di “bombe” chimiche dannose per l’ambiente.


Vittime dei complotti mondiali per ogni disastro che capita anche per propria responsabilità, questi geni della strategia della tensione a mezzo social (alimentati con i soldi della comunicazione globale dei fondamentalisti dell’oscurantismo) hanno riadattato studi seri all’attualità tragica della diffusione dei contagi per deresponsabilizzare se stessi (la mascherina non me la metto, il covid non esiste, tutta la scienza mondiale è complice dei governi oppressori le frasi ricorrenti dei più cretini ) e addossare ogni responsabilità della situazione ai governi in carica.  Lo sport preferito, del resto, dei leader politici di opposizione. Buffonate.


C’è una sola nota dolente sulla quale urge riflettere. La Cina socialista, con un miliardo e quattrocento milioni di persone, sarà pure uno Stato autoritario (o forse proprio per questo), ma in sei mesi, ha sconfitto il virus. Lì, dove è nato, è sparito. L’Occidente democratico e capitalistico lo combatte senza venirne a capo da dieci mesi. Meditate, gente, meditate.