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Martedì 13 Aprile 2021 11:47

A quasi cento anni muore il principe Filippo, lunga vita alla Regina

 

 

 

Risultato immagine per foto principe filippoStava per compiere cento anni, ma non ce l’ha fatta. Se ne è andato a 99 e undici mesi, spirando nel castello di Windsor serenamente come un buon padre di famiglia, dopo un ultimo colloquio con il figlio Carlo, erede al trono d’Inghilterra, Scozia e Irlanda del Nord, che viaggia sui 70. A lui, il fu principe Filippo d’Edimburgo, marito della Regina Elisabetta II, che di anni ormai ne ha 95, ha fatto le raccomandazioni che solo un buon padre di famiglia del popolo in punto di morte può fare: prenditi cura della mamma, ora sei tu il capofamiglia. Come se non si parlasse di personaggi di tale veneranda età, che regnano da più di 60 anni.

 

Universalmente noto come principe Filippo in quanto marito dal 1950 della futura Regina Elisabetta II incoronata nel 1953, erede di una dinastia greco-danese cresciuto solo e ignorato in una famiglia di aristocratici alquanto sregolati, è morto nel suo letto qualche giorno fa dopo una breve malattia bronchitica, rifiutando l’ennesimo ricovero in ospedale, in linea con lo stile semplice e deciso del suo carattere.

 

Era un gran simpaticone, votato alla battuta sarcastica in qualunque situazione, anche ufficiale, rivolta a chiunque incontrasse, dai capi di Stato ai sudditi un po’ eccentrici. Dopo scuole e Università tra Cambridge e Oxford, finì militare, ufficiale di marina, come si conviene ai personaggi d’alto rango. 

 

Quando Elisabetta Windsor lo incontrò in uno dei suoi viaggi diplomatici in Grecia ancora principessa nubile e regnante il padre Giorgio VI nel 1948, se ne innamorò subito e due anni dopo erano sposati. Era un bellissimo ragazzo biondo, dal sorriso accattivante, molto sexy. Irresistibile. Un allure che avrebbe mantenuto per tutta la vita, incapace di resistere al fascino femminile.

 

Da allora e per tutta la vita è stato semplicemente il principe Filippo, l’amatissimo e compagno di Elisabetta, sempre al suo fianco, ma mai sottomesso, con uno stile personale inconfondibile, perennemente disincantato, legato alla sua Elisabetta come un gemello siamese, alla quale faceva da consigliori intelligente e amorevole.

 

Non è un mistero che fu lui, uomo del Novecento delle regole e dei pudori, al quale la defunta nuore Diana stava abbastanza antipatica, ritenendola una “scemetta” amante della mondanità non adatta al ruolo (e con qualche ragione) e anche un serio problema per la casa reale, fu lui, dunque, a cercare di evitare il coinvolgimento della famiglia reale nell’omaggio alla sua memoria.

 

Ci riuscì per qualche giorno, d’accordo con la Regina. Poi fu costretto a capitolare, ma non un muscolo del suo volto tradì mai in pubblico il disprezzo che provava per quella ex nuora morta così tragicamente, forse vittima del suo stesso nuovo stile di vita, lontano dalla sobrietà (talvolta di facciata) dell’alta aristocrazia reale.

 

Ora è morto e la Gran Bretagna sta osservando una settimana di lutto in attesa dei funerali riservati e ai familiari più stretti, tra i quali il nipote Harry, senza la moglie Megan, coppia che a questo nonno amorevole ha riservato l’amarezza delle polemiche e delle critiche pubbliche che ricordano molto quelle della fu Diana Spencer.

 

La povera Elisabetta si sentirà tanto sola senza quel compagno di una vita al quale è stata legata per 73 anni di matrimonio. Alla sua età la vedovanza può essere ancora più amara e distruttiva, ma il buon Carlo, il primogenito tanto somigliante nello stile al padre, saprà starle accanto come gli ha chiesto papà Filippo. le mancherà il suo principe e mancherà un po’ a tutti noi il suo sorriso seducente. Lunga vita alla Regina, ora più che mai.