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Domenica 25 Aprile 2021 20:01

Grillo difende in video il figlio accusato di stupro, processo politico

 

 

 

di Giacinta Pezzana

 

 

Risultato immagine per foto beppe grillo in tv figlioPoveraccio. Messo in croce da amici e nemici per aver ceduto all’impulso, più che umano, di difendere il figlio Ciro, 19 anni, dall’infamante e penalmente grave accusa di stupro che una coetanea ha rivolto a lui e altri tre ragazzi, consumato durante una festicciola nella villa di papà in Sardegna, Beppe Grillo, artista e fondatore del Movimento 5Stelle, di cui oggi è solo il Garante, è rimasto vittima dei suoi stessi déi, i social e la politica. Con il figlio portato davanti al Gip per le udienze di rinvio a giudizio, mentre il ragazzo, che nega di aver stuprato la ragazza in questione ma di aver avuto solo “rapporti consenzienti”, sta passando certamente un brutto momento. Quale padre, credendo al figlio, non lotterebbe con ogni mezzo per proteggerlo e salvarlo? Pochi, pochissimi, forse nessuno. Grillo lo ha fatto. A suo modo. Facendo, è il risultato, soltanto danni. Contro di lui è stato facile armare un altro processo, quello politico.  Poteva risparmiarselo. La magistratura è lì per fare il suo lavoro, gli ha ricordato Conte.

 

Nervoso come uno con il cervello stretto dall’ansia e dalla paura per il suo giovane figliolo, ha straparlato in evidente stato di stress. Dicendo tutto quello che aveva il diritto di dire, ma anche sciocchezze gravi. <C’è un video che dimostra che la ragazza era consenziente. Prova ne sia che ci ha messo otto giorni prima di denunciare>, è stata la difesa a spada tratta di Ciro.

 

In questi tempi di “donnismo” a tutti i costi, ecco il guaio, laddove si tende a proporre il genere femminile sempre e soltanto vittima e mai carnefice o furbe approfittatrici, come vorrebbe una seria parità, far accenni all’essere <consenzienti> in queste situazioni, avrebbe inevitabilmente attirato tutta la retorica femminista con la quale si trastulla tutto il mondo. Giustamente, peraltro. Fino a che punto si è consenzienti?

 

La legge vuole che lo si sia fino al momento dell’ ”atto” compiuto o in fieri. Se all’ultimo momento la donna dice no deve essere no. In caso contrario è stupro. Nei tribunali è intorno a questi particolari che si svolgono i processi, del resto.

 

Inoltre, anche in questo caso per legge, la donna ha tempo fino a un anno per denunciare uno stupro e proprio per decisione recente del Parlamento su proposta del ministero della Giustizia retto proprio dal “grillino” Bonafede. Per Beppe Grillo la difesa del figlio si è trasformata in una catastrofe che doveva, se ha un minimo di sale in zucca, ben prevedere. <Ha pisciato fuori dal vaso>, secondo Maurizio Crozza. Ma non sarebbe né il primo né l’ultimo.

 

Il rumore intorno alle parole di Grillo e le condanne scomposte di tutta la politica, 5Stelle compresi, hanno oscurato qualcosa di ben più grave delle farneticazioni di un uomo distrutto dall’angoscia. Il fatto, cioè, che a difendere la ragazza in questione sia un avvocato parlamentare del partito rivale dei 5Stelle, quella Giulia Bongiorno attivista instancabile della Lega, difensora di Salvini nei processi di Palermo e Agrigento per sequestro di persona nella vicenda dei migranti bloccati sulla Open Arms e sulla Diciotti. Ma guarda il caso.

 

A parte la scelta della vittima sicuramente ben ponderata di andare a chiedere assistenza  proprio all’esponente politico nemico di Grillo (in America il giudice non lo permetterebbe) , quali garanzie avrà il giovane Ciro, difeso da un “semplice” avvocato, di non restare vittima lui stesso di una scorrettezza legale? E se, il dubbio per molti complottisti, questo particolare ingaggio nascondesse una qualche manovra politica per danneggiare il padre? C’è odore di montatura? Il processo, si spera, lo dirà. 

 

Sulla correttezza legale della faccenda, che contiene in sé i sospetti del gran circo politico, ha dubbi la sottosegretaria alla Giustizia del governo Draghi Anna Macina: <Salvini afferma di parlare della vicenda con l’avvocato Bongiorno che è anche il suo avvocato. Dice di sapere cose sul processo.  La domanda è: non è che l’avvocato Bongiorno ha mostrato a Salvini il video che, secondo Grillo, scagionerebbe il figlio?>. Un video, portato come prova, che rientra nel segreto istruttorio del processo e che deve restare top secret fino al processo.

 

Che ci sia un conflitto di interessi tra il ruolo politico di Giulia Bongiorno e quello di avvocato in un processo, per di più, dove è coinvolto un leader politico avversario, è evidente, ma del tutto legale. Nessuna legge è mai stata approvata sul conflitto di interessi in materia legale.

 

Il Parlamento, infatti, è pieno di onorevoli e senatori avvocati che stanno lì proprio per fare meglio gli interessi dei propri assistiti, proponendo leggi e norme a proprio vantaggio. Un esempio per tutti: gli avvocati di Berlusconi che gonfiano la pattuglia di Forza Italia e della Destra in generale.

 

Toccherebbe agli avvocati dotarsi di una coscienza deontologica che al momento, in questo caso, non  si intravede. Donna molto impegnata sul fronte antiviolenza e femminista in generale l’onorevole Giulia Bongiorno potrebbe dar prova di cultura femminile innovativa e dimettersi dall’incarico. Difficile immaginarlo, ma piace sperarlo.