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Mercoledì 12 Maggio 2021 21:32

Scontri Palestina, Israele bombarda Gaza e fa strage di bambini

 

 

 

di I.W.

 

 

Risultato immagine per foto case scontri palestinesi

Stringe il cuore il riaccendersi della guerra in Palestina. La prepotenza dei coloni occupanti illegalmente (secondo l’Onu) terre e case dei palestinesi, cacciati dalla loro stessa patria dalla potenza militare e finanziaria dello Stato di Israele, sembra non avere limiti. Questa volta la miccia è stata accesa proprio dall’ennesimo sfratto e abbattimento di case per far posto a insediamenti israeliani imposti con la forza e le ruspe. La reazione palestinese è stata ovvia.

 

Le proteste si sono diffuse e lo scontro si è propagato. Da un lato i palestinesi si sono armati di pietre. Negli scontri con la polizia israeliana armata di mitra e granate si sono avuti i primi morti. Poi sono partiti i razzi kassam da Gaza, la più grande prigione a cielo aperto nella quale gli abitanti palestinesi, scacciati con la forza dalle proprie terre, vivono in condizioni di vita disumane, accerchiati e sorvegliati dall’esercito di Tel Aviv in un vero regime di apartheid degno del peggior Sudafrica . Missili a centinaia. Perché, si sa, sono missili molto scarsi, che scoppiano in aria nel 98 per cento dei casi. Una sproporzione di forze evidente.

Dall’altro le bombe, infatti, lanciate dagli aerei militari di una delle più grandi potenze militari del mondo su case e famiglie inermi, che hanno distrutto case e ucciso donne, bambini e anziani inermi, insieme a qualche capo di Hamas. Oltre 150 i morti tra i palestinesi, centinaia di feriti, intere famiglie con donne e bambini seppellite dalle macerie. Sette tra gli israeliani. Bravi. Complimenti.

 La guerra è ancora in corso e gli scontri tra arabi e israeliani si sono diffuse in tutta la Palestina, mentre tutto il mondo invita alla calma, pur diffondendo una comunicazione mistificata sugli avvenimenti che vanno ascritti del tutto al governo israeliano da considerarsi l’aggressore, stando ai fatti. Tutti i media ufficiali diffondono il dramma dei cittadini israeliani, ignorando del tutto quello palestinese.

Le balbettanti corrispondenze di Raffaele Genah per il Tg1 sono emblematiche di questa informazione di parte e della sudditanza politica Occidentale al volere della potenza israeliana. Si è costretti a dire, amaramente: per fortuna che al fianco dei palestinesi oppressi dall’occupazione militare si è espresso il dittatore turco Erdogan e il presidente russo Putin.

Finora non è stato mosso un dito per costringere gli israeliani a ritirarsi dai territori occupati e a smantellare gli insediamenti costruiti sulle terre dei palestinesi. Onu a parte, che da dieci anni ha stabilito l’illegalità degli insediamenti. Appelli rimasti inascoltati dal sionista Nethanyau che, al contrario, quegli insediamenti li ha incoraggiati ai tempi in cui la sua forza elettorale lo rendeva potentissimo.

Oggi che, grazie anche ai movimenti democratici e dialoganti israeliani, Nethanyau ha perso la maggioranza, la forza del prepotente governo sionista si è di molto affievolita. Tutta la politica del Paese si è indebolita con i mancati accordi tra le forze politiche per la formazione di un nuovo governo stabile. Nel frattempo Nethanayu è ancora in carica con i risultati che si vedono.

Al momento la formazione del nuovo governo è in stallo, dopo ben cinque tornate elettorali in tre anni, affidata ai tentativi dell’ex generale Kunz, leader democratico di opposizione alla destra integralista del Likud di Nethanyau. Altro che instabilità italiana.

Pertanto i tentativi di accordi tra Israele e Autorità palestinese per la costituzione dei famosi due Stati (anche se una corrente di pensiero molto diffusa resta dell’idea che lo stato di Palestina debba restare unico, con ebrei e palestinesi conviventi pacificamente e democraticamente) sono al momento lettera morta. Gli scontri stanno infiammando i Territori e la calma sarà difficile che torni presto a tutto svantaggio del popolo palestinese, povero, oppresso e dimenticato.