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Sabato 29 Maggio 2021 19:21

Bombe su Gaza, l’Onu accusa Israele di crimini di guerra.

 

 

di Alessandro Fieramonte

 

 

Risultato immagine per foto gazaNell’indifferenza della stampa italiana e nei governi occidentali pronti a schierarsi con il ricco e potentissimo governo israeliano in difesa dei palestinesi oppressi e uccisi da bombardamenti crudeli su Gaza<con l’intenzione di terrorizzarli> si è mossa ancora una volta l’Onu, l’Organizzazione delle Nazioni Unite mettendo sotto accusa Israele per <crimini di guerra>. Era ora.

 

 

Dopo le bombe che hanno ucciso in cinque giorni di inferno 268 palestinesi inermi, tra cui 66 bambini innocenti, a fronte dei razzi-semi giocattolo lanciati contro i Territori illegali israeliani dall’organizzazione militare palestinese Hamas che di vittime (ma non è provato) ne hanno fatte dieci, di cui due bimbi, la Commissione dell’Onu dei diritti umani non ha potuto far finta di niente.

 

La sproporzione enorme tra le forze in campo di questa nuova guerra in Palestina è troppo evidente. L’accusa di aver intenzionalmente colpito i civili palestinesi era il minimo che ci si potesse attendere dall’Onu che si occupa di diritti umani. Non foss’altro perché la favola dell’Israele che <ha diritto di difendersi> passata di bocca in bocca su ordine di Tel Aviv di ogni governo a loro legato, dalla Casa Bianca di Biden (che agli israeliani vende le armi) a Roma, dove perfino il ministro degli Esteri, l’imborghesito Luigi Di Maio, una volta grillino antisistema, non trova alcun  riscontro nella realtà.

 

I fatti dicono che gli aggressori sono gli israeliani e che non avevano, fino ai primi scontri, da difendersi da alcunché. Loro, gli israeliani nelle mani del sionista guerrafondaio Nethanyau, hanno cominciato le provocazioni con gli impedimenti alla preghiera dei palestinesi nella spianata delle moschee; loro hanno mandato i bulldozer e le ruspe ad abbattere con la forza case palestinesi per liberare altro spazio per i coloni israeliani che occupano illegalmente (come dichiarato da ben sette sentenze dei Tribunali internazionali) terre palestinesi; loro hanno provocato la rabbia della popolazione oppressa dall’apartheid israeliano nell’indifferenza mondiale, spingendola a sostenere sempre più Hamas, ala palestinese militarista dalle origini incerte, spesso totalmente funzionale alle provocazioni di Tel Aviv. Di quale difesa si parla?

 

Eppure la favola della povera Israele minacciata nella sua esistenza continua a girare. Se non fosse per la tv del Vaticano che con il coraggio della pietà umana finalmente ha avuto il coraggio di far raccontare la verità e per Alessandro Di Battista, il combattivo ex 5Stelle che si spende in appelli in difesa della popolazione palestinese oppressa dall’occupazione straniera del proprio spazio vitale e naturale, la verità sarebbe completamente schiacciata dalla mistificazione di tutta la politica e la stampa internazionale.

 

Alberto Negri, tra i migliori giornalisti che si occupano di politica estera, ha finalmente usato parole chiare nell’approfondimento della tv vaticana Guerra e Pace dedicata al problema di Gaza, distrutta come la Aleppo siriana dopo 5 anni di guerra all’Isis. <I bombardamenti di Israele non fanno altro che rinforzare proprio Hamas cui la popolazione civile si rivolge per essere protetta. Bisogna smetterla comunque di parlare di Israele come una nazione democratica. Questa è una grande mistificazione. In realtà è uno Stato autoritario che si regge sull’apartheid del popolo palestinese che non viene nemmeno menzionato nella Costituzione>.

 

A lui dà manforte un altro giornalista onesto e obiettivo, Fulvio Scaglione che afferma: <Israele quando bombarda vuole proprio colpire e terrorizzare la popolazione civile per piegarla alla resa ai propri voleri. Come si fa a dire di sganciare bombe mirate sulle basi militari di Hamas quando si parla di Gaza? Impossibile non colpire i civili, la concentrazione abitativa è la più alta del mondo, decine di volte di più dei già affilatissimi Quartieri spagnoli di Napoli, che è tutto dire>.

 

Questa volta qualche voce in difesa dei palestinesi si leva, dunque, anche a livello mediatico. In Usa, anche, dopo che il presidente democratico Biden si è schierato senza se e senza ma a favore di Israele, si è mosso perfino il New York Times che ha, provocatoriamente e adeguatamente pubblicato in prima pagina le foto dei 66 bambini e adolescenti uccisi dalle bombe di Israele, dimenticando perfino i due bambini israeliani morti, quasi a voler sottolineare la scelta di campo in favore degli oppressi dalla potenza arrogante del sionismo di Tel Aviv.

 

Un bel segnale che purtroppo finirà nel nulla come ogni altro tentativo di affrontare la realtà. Così come la Commissione d’inchiesta dell’Onu. Si tenterà di insabbiarla o comunque non avrà nessuno sbocco concreto per salvare i palestinesi dalla loro tragica sorte, come non hanno sortito nessun effetto le sentenze che hanno dichiarato illegali i Territori israeliani che stringono in assedio Gaza e la Cisgiordania dove mancano i più elementari servizi, dall’acqua all’elettricità.

 

Ai palestinesi dovrebbe almeno andare l’ammirazione per il livello di sopportazione resiliente che dimostrano, supportati dai tanti movimenti di opinione e attivisti che in America come in Europa cercano, come il Bds che sollecita il boicottaggio dei prodotti israeliani (vedi archivio) di smuovere l’opinione pubblica mondiale. Forse un giorno, come in Sudafrica, la loro sofferenza sarà premiata.