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Lunedì 31 Maggio 2021 12:26

Draghi, ancora una nomina tra compagnucci: Scannapieco alla CDP

 

 

In.We.

 

 

 

Risultato immagine per foto mario draghiIl potere gestito da Draghi ha risvolti quasi ridicoli. Dimenticate, o voi aspiranti manager italiani dell’impresa internazionale  essere presi in considerazione dal governo del banchiere che mise in svendita i gioielli industriali italiani pubblici pur di favorire le imprese private anche straniere. Dimenticate preparazione, studi, esperienza, curriculum, pulizia di intenti. Se non avete studiato al liceo Massimo di Roma gestito dai Gesuiti o non vi siete laureati alla Luiss della Confindustria, a copioso pagamento, non avete nessuna speranza di mettervi al servizio del Paese e gestire con spirito di indipendenza qualche settore della vita economica. Le nomine di Draghi il Migliore (in senso di affossatore della partecipazione democratica alla gestione della cosa pubblica) sono ben circoscritte, in omaggio a uno spoyl system talmente circoscritto ai propri rapporti personali da rasentare l’interesse privato. Chi è stato chiamato a dirigere la Cassa Depositi e Prestiti, infatti? Ma naturale: il suo compagno di classe al suddetto liceo, Dario Scannapieco che segue la eletta della stessa scuola Elisabetta Belloni a capo dei servizi segreti. Dopo aver cacciato, s’intende Gennaro Vecchione, nominato da Conte, senza spiegazione di sorta.

La nomina di Scannapieco serviva a togliere di mezzo l’ ormai ex ad Fabrizio Palermo, nominato al governo di Giuseppe Conte. Tutto, come scrive opportunamente Salvatore Cannavò sul “Fatto Quotidiano”, senza spiegare il motivo concreto della sostituzione. Così come ha dato il benservito anche a Gianfranco Battisti, ad delle Ferrovie, anch’egli nominato di 5Stelle, sostituito senza ma né bah da Luigi Ferraris, ex ad di Enel.

 

E via così. Le nomine saranno 54 ( in Rai è già in pole una collega di Bankitalia) e sarebbe da scommettere che altri compagni di scuola o di merende saranno i prescelti. O magari Draghi sceglierà qualche vicino di casa dei Parioli.

 

Sembra che a furia di stare chiuso in uffici contabili (da Goldman & Sachs al Tesoro alla Banca d’Italia, o nella cabina del Britannia a spartire con la finanza internazionale e qualche massone le spoglie delle aziende pubbliche italiane)  Mario Draghi non abbia avuto il tempo di conoscere il resto del mondo. O non abbia avuto nessuna voglia di farlo. Dei curriculum, poi, non sa che farsene.

 

E chissà che tra i 350 consulenti che verranno chiamati a coordinare l’applicazione del piano di ripresa non si troveranno altri compagni di scuola, magari dei figli o dei nipoti di amici degli amici che si siano preparati pagando rette mensili da migliaia di euro e superando senza difficoltà ogni esame sia al liceo sia all’Università.

 

Università privata, naturalmente. Confindustriale, magari, ovvio. I figli dei “poveracci” che vanno coraggiosamente nelle scuole e nelle Università pubbliche dove gli esami si superano soltanto studiando duramente hanno un’alta probabilità di essere ignorati nelle decisioni pubbliche. Quando si parla di governo Draghi e potere delle elités si parla proprio di questo. Ed è quanto di più antidemocratico e autoritario ci sia. Tutto mentre le (5) Stelle, escluse da tutto e umiliate dall’esclusione dei propri uomini per bene, stanno a guardare . Ma che bravi.