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Lunedì 31 Maggio 2021 12:33

CO2, inceneritori e magari nucleare: il piano green (?) di Draghi 

 

 

di Rocky

 

 

Risultato immagine per foto trivelleIl dubbio che la “rivoluzione verde” del governo Draghi nelle mani del “grillino” Stefano Cingolani sia davvero tale ci sta tutto. Lo ha avanzato con dovizia di ragionamenti Gianni Barbacetto (<Nel governo Draghi un grande equivoco verde>) e sarà difficile dargli torto stando, almeno, ai fatti. Restando incomprensibile come abbia fatto Beppe Grillo a spingere per la nomina di un personaggio dai meriti non proprio “verdi” a ministro della Transizione ecologica (qualcuno avanza l’idea dell’equivoco nominale, dato che la generica parola “transizione” si può intendere in ogni senso, anche verso il peggio), i programmi che Cingolani ha diffuso per usare i soldi europei sono sempre lo stesso favore ai grandi gruppi del petrolio e del gas con novità ancora più inquietanti: il ritorno del nucleare e degli inceneritori, da mettersi quasi quasi in giardino.

Nel piano nazionale energia e clima è prevista, infatti, l’idea di creare nuovi impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche da <residui e rifiuti>. Come non pensare ai vecchi inceneritori? Secondo questi piani se ne dovrebbero creare di più anche localmente per ricavarne energia, certo, ma non certo pulita sia per il sistema di raccolta che e stoccaggio del pericolosissimo CO2.

 

Inoltre, a parte un po’ di incentivi all’agricoltura biologica in modo che costi un po’ meno, si spera, di quanto costi ora rispetto ai prodotti “industriali”, il grosso degli investimenti al gas naturale che è comunque un combustibile fossile che produce comunque CO2. Riempiendo di soldi le solite Eni, Snam, Enel con progetti già pronti di gasdotti, trivelle (che hanno via libera ancora) e, appunto, stoccaggio di CO2. 

 

Per non dire l’invito ad avanzare progetti, da finanziare magari con soldi pubblici, a produrre “anche in proprio” piccoli impianti di produzione energetica che sfruttino il nucleare.  <Sui 60 che Cingolani ha a disposizione dal recovery per la transizione ecologica – afferma Barbacetto – solo 11 andranno alla ricerca pubblica per le fonti pulite. E i colossi energetici avranno inoltre mano libera di operare, con meno controlli per tutti>. Dove sarebbe il piano “green” in tutto questo?

 

Forse nel finanziamento di quella agricoltura biodinamica recentemente approvato dal Senato dove, per rendere omaggio a tanta competenza, sono tornati a scorrere i vitalizi perfino ai senatori condannati e in galera per gravi reati. Questi intelligentissimi e preparatissimi “Eletti” hanno dato il via libera all’applicazione di una pratica agricola, inventata da un certo Steiner, vicina alla stregoneria che prevede la fertilizzazione del terreno con vesciche di cervo e interiora di maiali neri.

 

In molti hanno ammesso di aver capito male e votato qualcosa che non avevano compreso bene, avendo inteso che si trattassero di sistemi di coltivazione “biologica” innovativi . Così, dopo la sollevazione degli esperti e dell’opinione pubblica, si spera che la legge, che dovrà passare alla Camera, verrà abrogata.

 

A meno che il favore fatto a questi “stregoni” non nasconda altre motivazioni meno scusabili dell’ignoranza. Magari, invece, il sangue del maiale nero, pur se portatore, chissà, di virus e peste nera, verrà considerato, in fondo in fondo, una creazione di Dio e dunque biologico. Perché no? Nel quadro della Transizione di Cingolani tutto può essere.