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Sabato 31 Agosto 2019 08:08

Ecco il Conte bis, Lega out. Pd e Di Maio uniti a fare cose di sinistra

 


di Chiara Circe

 


Risultato immagine per foto giuseppe conteIl Conte-bis è nato, com’era prevedibile fin dall’indomani di quella mossa perdente della sfiducia (senza le proprie dimissioni) del capo della Lega Matteo Salvini. Ora costui è ufficialmente fuori, cacciato all’opposizione da una sopraffina manovra 5Stelle-Pd-Conte (più la sinistra di Leu) che sono stati capaci di archiviare <la stagione dell’odio> (e del disprezzo reciproco) per salvare l’Italia dal baratro delle elezioni (dopo soli 14 mesi) che avrebbero ingessato e forse cancellato i tanti provvedimenti di buona politica a tutela delle persone in difficoltà messi in campo dalla volontà dei penta stellati e condivisi dal presidente del Consiglio. Alla faccia dei leghisti (molti dei quali seccati dal comportamento inconcludente del loro “capitano”)  Conte ha trionfato. Il <signor Nessuno>, <burattino> nelle mani dei vicepremier  come tutta la classe politica dei privilegi d’elitè definiva, l’avvocato <difensore del popolo>  ha dimostrato di avere capacità di governo fuori dal Comune, tanto apprezzate in tutto il mondo. Da Trump che ha tifato per lui con parole di elogio mai sentite per un premier italiano(<grande intelligenza e passione per il lavoro>,ha scritto, tra l’altro) a tutti i politici incontrati in sede europea e internazionale. Altro che <isolamento dell’Italia nel mondo>, come dicevano tutti quelli (da Forza Italia al Pd) che non avendo argomenti veri di critica inventavano questa vera e propria balla per screditare la coalizione Di Maio e i 5Stelle che lo avevano fortemente imposto all’attenzione pubblica e indicato come premier. Anche su questo Salvini aveva lasciato fare pensando di fare un boccone da lupo del premier “cappuccetto rosso” e invece….<Conte 2-la vendetta> è il risultato della pensata leghista, come ha titolato superbamente Il Fattoquotidiano di Marco Travaglio.

 

 

Stimatissimo come persona seria e perbene anche dal presidente Mattarella, Conte ha ricevuto l’incarico di formare il nuovo governo con una nuova maggioranza che discuta di programmi e li condivida fino in fondo. A lui, come da prassi costituzionale, il compito di scegliersi ora la squadra di governo. E libero da Salvini, appoggiato fortemente da Di Maio e da tutto il gruppo 5Stelle che lo avevano individuato e scelto con coraggio e lungimiranza come premier, sarà lui a dare il forte segno di <discontinuità>.


   

Quella <discontinuità> tanto invocata da Nicola Zingaretti, il segretario del Pd, nel tentativo di togliersi di mezzo cotanto personaggio (e quel campione di trattativa di Di Maio), costretto poi a ingoiare, pur di dimostrare la sua capacità di governo “di sinistra”, una discontinuità più praticabile sui programmi, finora viziati dal populismo razzista dei leghisti, schiavi, loro sì, dei poteri economici più retrivi del Paese.


  

E’ ora il Pd (e i suoi militanti) a dover riconoscere competenze e valori politici non soltanto di Conte ma di tutto il gruppo del Movimento (e di Di Maio) che passo dopo passo ha portato sulle proprie posizioni popolari e a difesa delle persone in difficoltà, tutte le vecchie volpi della politica delle elitès. Berlusconi compreso che, iniziate le consultazioni del presidente incaricato Conte, è andato ben volentieri a incontrare il presidente incaricato, marcando la distanza con Salvini e Meloni (che strepita a vuoto chiamando in piazza i quattro gatti che rappresenta e rifiutandosi di andare a colloquio a Palazzo Chigi) e tentando di rimanere in gioco quantomeno nella pratica dei rapporti personali e politico istituzionali, come uomo politico responsabile. Altro che incompetenti. Questi “ragazzi” a 5Stelle (l’80% dei quali laureati e validi professionisti) sanno decisamente il fatto loro.


La gente perbene, che crede nell’amministrazione onesta, trasparente e nello Stato che soccorre concretamente chiunque sia in difficoltà (dai lavoratori più sfruttati ai disoccupati ai pensionati più poveri alle piccole e medie imprese) sta in questi giorni tirando un sospiro di sollievo. Avanti così è il grido. Sarà una bella storia anche per il Pd, se ci crederà veramente a fare <cose di sinistra>.