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Martedì 07 Luglio 2020 06:16

Addio a Ennio Morricone, il mondo piange il genio di Trastevere

 

 

 


Questa redazione non è adusa alla retorica o ai necrologi di questo o quel personaggio pubblico. Tutt’altro. Tuttavia questa volta sentiamo sinceramente di unirci al dolore per la morte di Ennio Morricone, nato a Trastevere a Roma e deceduto ieri a 91 anni in un letto della clinica Campus bio-medico di Roma per le complicanze di un’operazione al femore dopo una banale caduta in casa.


Se ne è andato per sempre un vero genio musicale, o meglio, un genio dell’arte tout court, arrangiatore per la Ricordi - dove era entrato nel 1955- di canzoni memorabili degli anni del boom economico (da Se telefonando di Mina a Abbronzatissima di Edoardo Vianello) e superlativo autore di colonne sonore. Ne ha scritte più di 500, per altrettanti film (tanti davvero brutti), ma sono una decina quelle che vengono ricordate come vere e proprie opere musicali degne delle più grandi sinfonie d’orchestra.


Dalla struggente musica , cantata da Joan Baez, del film “Sacco e Vanzetti”, via via alle inconfondibili e indimenticabili musiche dei western di Sergio Leone, come Per un pugno di dollari e “Giù la testa”, Morricone contribuiva per il 60 per cento alla bellezza di film di per sé mediocri. Una coppia, quella di Sergio leone e Ennio Morricone, compagni di scuola in gioventù, insuperabile nella rappresentazione della pura poesia.


Un film capolavoro per tutti: “C’era una volta in America”, meravigliosa rappresentazione cinematografica supportata da una colonna sonora commovente di per sé fino alle lacrime. Una di quelle musiche che, ascoltate e riascoltate come melodia da concerto (con quella di Giù la testa) colpiscono dritto al cuore, sempre.


Ed è con le sue note sublimi che Morricone si è guadagnato due Oscar di Hollywood: per un film di Quentin Tarantino del 2017 (<Per me è un compositore del livello di Mozart o Beethoven>, dice il regista suo sperticato ammiratore) e alla carriera nel 2007, con il rammarico di averlo “perso” con “Mission, altro film bellissimo con una colonna sonora che scioglie l’anima.


Un artista e un professionista raro, Morricone. La sua morte addolora  profondamente tutti, artisti e non, autore di una musica che arriva a scuotere i sentimenti di chiunque l’ascolti. <La mia è una musica popolare>, diceva quando veniva omaggiato e celebrato nei concerti della grandi star del rock mondiali.


Così, modesto e semplicemente umano come soltanto i veramente grandi sanno essere, se ne è andato in punta di piedi, assistito amorosamente dai familiari (l’amatissima moglie Maria, i quattro figli e i quattro nipoti), dagli amici più stretti (tra i quali Giuseppe Tornatore, per il quale ha lavorato a tanti film), lasciando un addio amorevole e commovente per amici e parenti, scritto di suo pugno pochi giorni prima di andarsene. <Sono Ennio Morricone e sono morto. Vorrei un funerale strettamente privato, non voglio disturbare>, è l’incipit del suo ultimo saluto al mondo.


E’ stato accontentato, ma solo nella forma. Il sincero cordoglio di tutto il mondo dello spettacolo e del cinema, pubblico compreso, si è espresso in ogni dove, mandando in onda dovunque le sue musiche, i concerti, le interviste, e i film che lo hanno reso celebre e amato come artista. Migliore e più grandiosa cerimonia funebre come questa non poteva esserci.