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Domenica 06 Febbraio 2011 12:00

Stop alla guerra

del posto in autobus

di Walter Gallone

 

Avanti c’è posto…diceva il bigliettaio, volto burbero ma bonario, un’icona del tempo che fu. Il prezzo della corsa si pagava direttamente sul mezzo pubblico. Ricordi sbiaditi di un’epoca ormai lontana, appartenenti alla generazione di mezza età. Una dolce nostalgia, come tutte le cose che hanno caratterizzato gli anni della giovinezza.

 

 

 

 

La mitica figura del bigliettaio fu magistralmente interpretata dal grande Aldo Fabrizi, in un famoso film del ’42: “avanti c’è posto…” . I bigliettai furono poi aboliti, in nome della “ottimizzazione della produttività”, lasciando così soli i malcapitati autisti. Soistituiti dalle macchinette obliteratrici, per la gioia dei “portoghesi.

 

Avanti c’è posto…sì, ma con la coda dell’occhio il bigliettaio riusciva nove volte su dieci a intercettare chi tentava di fare il furbo…Altri tempi, certo. Ma qui non è più un problema di nostalgia, ma di sicurezza. Dilaga la maleducazione, e forse usiamo un dolce eufemismo, l’arroganza, il bullismo, la soppraffazione dei più deboli, degli anziani. Una volta c’erano delle targhette sugli autobus: lasciate il posto a sedere agli invalidi e agli anziani. Sembra una barzelletta. Alzi la mano quanti vedono un giovane lasciare il posto a una persona anziana, a una donna con bambino in braccio o addirittura in stato di gravidanza ben visibile. Chissenefrega.Ragazzi sguaiati, nel migliore dei casi, semisdraiati con i piedi sui sedili di fronte. Qualcuno protesta, o qualche volta scrive ai giornali. Tutto inutile, a bassa voce, non sai mai con chi hai a che fare. Basta vedere come sono ridotti i mezzi pubblici delle grandi città. Sedili divelti, pareti e vetri imbrattati. Stai zitto vecchio, ma chi ti conosce? E per farti capire meglio alzano il dito medio della mano. Non parliamo delle linee periferiche, le linee maledette sulle quali gli autisti vivono nel terrore di essere aggrediti dalle bande di teppisti. In teoria, oltre che guidare in condizioni di sicurezza gli autisti sono quelli che dovrebbero far rispettare le regole, ma di eroi ce ne sono sempre meno e non si può dare loro torto, visto che chi si azzarda a chiamare la polizia viene regolarmente aggredito.

 

 

Da qualche tempo si parla di reintrodurre i bigliettai, perlomeno sulle linee più trafficate delle grandi città. Per ridurre il numero dei cosiddetti “portoghesi”. Certo. Soprattutto per tentare di arginare il dilagare della maleducazione, del bullismo e, purtroppo, del teppismo. Gli autobus sono una cartina di tornasole dei tempi in cui vivamo, ma non solo. Il rispetto delle regole, quello che si insegnava a scuola quando c’era l’Educazione Civica (materia-cenerentola, introdotta del 1958 da Aldo Moro) non c’è più. Guardate cosa succede nelle strade: macchine in doppia, tripla fila, passaggi pedonali o per disabili bloccati dai maleducati con il Suv, ma anche con la macchinetta comprata dal papà. Quelli che tentano di fare i furbi evitando le file…insomma si potrebbero fare molti esempi.

 

Stiamo diventando sempre più un popolo di furbi, di arroganti. Il ministro Gelmini voleva reintrodurre l’Educazione Civica tra le materie delle medie, si sarebbe dovuta chiamare Cittadinanza e Costituzione, 33 ore mensili. Apriti cielo. “E’ roba ormai superata, lontana dalla mentalità degli studenti” hanno detto alcuni politici. E allora non meravigliamoci più se nessuo sull’autobus lascia il posto agli anziani. Però tra poco è Natale,  la festa che rende tutti più buoni, si diceva una volta. Chissà che non aiuti a diventare anche più educati.