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Martedì 15 Marzo 2011 12:00

Farmaci, per risparmiare

chiedete i generici

Al medico e in farmacia

  

Da anni ormai sono disponibili sul mercato i farmaci generici, quelle medicine cioè che, pur avendo gli stessi pricncipi attivi e identici effetti di quelle firmate dalle grandi multinazionali farmaceutiche, costano meno, molto meno.  Fa risparmiare il malato, se paga di tasca propria e il sistema sanitario nazionale, in caso vengano prescritti dal medico di base. Purtroppo ancora pochi sanno che esiste questa possibilità e il consumo di questi farmaci è ancora fermo al 10 per cento.

Basso, incredibilmente basso, considerando i grandi vantaggi che questo tipo di medicinali, detti anche equivalenti, offrono. Come mai?

 

Una delle ragioni risiede certamente nel fatto che la maggioranza della popolazione ne sa poco o niente e le istituzioni pubbliche nulla fanno per diffondere la conoscenza in materia. Qualche spot del ministero della Salute durato per brevissimo tempo non è certo servito a sensibilizzare la massa dei consumatori sull'esistenza di questa possibilità di risparmio.

 

E nemmeno le circolari inviate ai medici di base sono servite, visto che spesso e volentieri sono proprio i dottori della mutua a "dimenticare" di prescrivere i medicinali equivalenti, cosicché i pazienti sono portati a diffidare, sbagliando, della loro efficacia.

 

Dimenticanze e silenzi che vanno a tutto vantaggio dei prodotti della oligarchia di tre o quattro case farmaceutiche internazionali che continuano a macinare fatturati miliardari, lucrando su malattie vere o pericoli presunti, indotti dal bombardamento pubblicitario.

 

Ora è scoppiato anche il caso dell'aumento dei prezzi di queste medicine "discount". Finora si potevano ottenere gratuitamente se prescritti dal medico di famiglia , esattamente come i farmaci di marca. Ma dato il volume di vendita troppo basso i produttori sono stati costretti ad aumentare il prezzo di vendita al sistema sanitario pubblico. Il quale, a sua volta, non ha trovato niente di meglio da fare che scaricare sui cittadini questo aggravio di spesa obbligandolo a pagare un ticket. Di pochi centesimi, in qualche caso, fino a dieci euro in qualche altro.

 

La protesta delle associazioni dei consumatori è in pieno svolgimento ed è unita a quella degli stessi produttori di farmaci equivalenti che si dicono costretti agli aumenti. "Avevamo chiesto al governo di aiutarci con politiche favorevoli al generico, per aumentare i volumi di vendita e tenere i prezzi bassi. Ma non ci ha ascoltato", lamentano.

 

Evidentemente nelle stanze del Palazzo non c'è abbastanza interesse a favorire il settore low cost della spesa sanitaria che aiuterebbe i più deboli, i malati e i cittadini bisognosi d'aiuto e di cure. E farebbe risparmiare centinaia di milioni alle casse pubbliche, cioè a tutti noi.

 

"Ancora una volta tocca ai cittadini difendersi", dicono le associazioni dei consumatori. "Primaditutto pretendendo dal medico, o dal farmacista, che vengano prescritti, se esistenti, i generici. Il medico di base è obbligato per legge a farlo e così i farmacisti a fornirli, su richiesta. E' il sistema migliore per aumentare i volumi di vendita e tenere i prezzi bassi. A tutto vantaggio delle tasche di tutti".