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Lunedì 09 Settembre 2013 09:44

Riprende la cultura: dalla lamella

alle fotografie di Thomas Jorion

 


Thomas Jorion, Tokarnia, 2010, dalla serie “Silencio”, 2010-2013Finite le vacanze estive, riprende con ricchezza di proposte l’attività culturale. Da Conegliano Veneto a Roma fioccando le iniziative in programma per l’autunno imminente.

 

 

I più che creativi veneti propongono come al solito stranezze del tipo: “La prima comunicazione trifasica sul socialnetwork che piace nella “Lamella tra le pieghe della parola” a cura delle Librerie Coop di Conegliano, progetto ideato dal graphic designer Sandro Crisafi e dal libraio Eros Perin che danno appuntamento ogni lunedì  su facebook librerie.coop Conegliano.


La cosa funziona così: ogni lunedì un fatto quotidiano preso a prestito dai mass media viene portato all’attenzione dei navigatori da una lamella, un’associazione indebita di immagini e citazioni letterarie, in un triplo salto di significanti che trova significato solo nell’arguzia del lettore. Che c’entra la lamella? C’entra, perché la “cosa” si presenta come un foglio elettronico dove trovano comune spazio un'immagine e un testo, non necessariamente in dialogo tra loro né esplicativi l'uno dell'altra. Immagine e testo producono grazie alla loro vicinanza una nuova cosa e il foglio stesso diventa il loro luogo.


<Le immagini di Sandro Crisafi sono scelte da raccolte di fonti iconografiche del passato, l'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert per esempio, e sono portate a nuova vita attraverso un lavoro di pulizia “segnica”. <Questi omuncoli vengono connessi ad altri segni che li fanno agire mostrandoli in nuove, strane situazioni>, spiegano, per chi ci capisce, gli autori.


Queste immagini, icone, che vengono da altri tempi, rifinite e contestualizzate, si accostano ad un tratto di testo, sia esso un romanzo o un saggio. Il risultato è un'immagine montata su un testo e/o viceversa: una cosa che mostra e dice.


A Roma, invece, si resta per fortuna sul classico e si punta sulla fotografia. A cura di Emanuela Termine da martedì 8 ottobre, ore 18.30, fino al 15 novembre 2013 Sala 1, in occasione della 12° edizione di Fotografia Festival Internazionale di Roma, presenta “Timeless Islands”, prima mostra personale in Italia di Thomas Jorion. In collaborazione con l’Ambasciata di Francia, l’Institut Français Italia, la Fondazione Nuovi Mecenati.


Le fotografie di Jorion, secondo la presentazione dei curatori della mostra, catturano “isole senza tempo”, luoghi abbandonati e completamente sottratti all’attività umana. Sono il frutto di lunghi viaggi (Italia, Europa dell’Est, Russia, Stati Uniti, Giappone) nei quali il giovane fotografo francese si confronta con gli effetti della crisi economica e delle trasformazioni sociali e politiche: architetture e paesaggi che hanno perso la propria funzionalità e proprio perciò acquisiscono una natura ambigua.


Vi si registra la totale assenza della figura umana, come anche la totale assenza di azione. Eppure, pare, questi enormi spazi vuoti, deserti e semibui non sono meri pretesti estetici: indizi e dettagli ne rivelano il contesto storico e geografico.


L’essenzialità è propria anche del mezzo impiegato, una fotocamera analogica di largo formato (4x5’’), fondamentale per restituire più fedelmente possibile la mutevole luce naturale e i sottili passaggi cromatici degli ambienti fotografati. Colore e luce hanno dunque un ruolo centrale, come anche la resa spaziale ampia, che apre una vertigine della prospettiva.


La fotografia di Thomas Jorion è viaggio, movimento nello spazio, ma il metodo impiegato lo lega viceversa a una scommessa, una negoziazione con il tempo: attraverso lunghi tempi di attesa cattura lo stato di un luogo e ne produce un’impronta che solo successivamente, al rientro a casa e quindi in studio, può essere verificata.


La serie di fotografie in mostra è intitolata “Silencio”, avviata nel 2010 e tuttora in progress. Così la racconta l’autore: <Ho scelto dei luoghi ben precisi. Si tratta di punti di riferimento geografici per i quali si sono perse le coordinate spazio-temporali. Ho intitolato questa serie Silencio pensando al film di David Lynch Mulholland Drive. C’è una scena in cui le due eroine entrano in un cabaret chiamato «Silencio». Il presentatore spiega che, nello show a seguire, tutto è illusione. È un po’ quello che voglio esprimere con queste fotografie: diverse realtà coesistono, non sempre la verità è ciò che ci sembra di vedere>.

 

Thomas Jorion (1976) vive e lavora a Parigi. Ha esposto in numerose gallerie di ambito internazionale e ha partecipato a diverse rassegne di fotografia. Tra le più recenti mostre personali: Podbielski Contemporary, Berlino (2013), Galerie Insula, Parigi (2012); Galerie «Place M», Tokyo (2011); Galerie Wanted, Parigi (2011); Galerie Valérie Lefebvre, Lilles (2011); Galerie du magasin de jouet, Rencontres photographiques d’Arles (2010).

 

Sala 1 Centro Internazionale d’Arte Contemporanea

Piazza di Porta S. Giovanni, 10 - 00185 Roma

Dal martedì al sabato, dalle 16 alle 19.30