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Giovedì 20 Giugno 2013 08:44

Gaeta, altro che Bandiera Blu

 


Tutti parlano di rilancio del turismo e della necessità di sviluppare e migliorare i servizi del settore.





Dagli alberghi ai trasporti, l’accoglienza per gli ospiti che ci fanno la cortesia di venire ad ammirare le nostre bellezze naturali, artistiche e paesaggistiche, spendendo qualche soldo e facendo girare un po’ l’economia nel nostro Paese resta difettosa, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia. Il settore dei trasporti è quello che viene più trascurato.

Un esempio per tutti è quello del Comune di Gaeta, perla della provincia di Latina che, grazie a politiche amministrative comunali e regionali, ottiene la maglia nera per il servizio di autobus. Ad appena sei chilometri dalla più popolosa Formia, la storica cittadina allungata tra due mari, delizia medievale e gloria del settecento borbonico, dal cui porto partì per le Americhe il navigatore Caboto, proprio la domenica, giorno per la gita al mare per eccellenza, diventa off limits a quanti, responsabilmente, vogliono raggiungerla usando il treno, da Napoli e da Roma.


Una volta scesi alla stazione di Formia i viaggiatori, infatti, si trovano davanti a una situazione scandalosa: i pullman diretti a Gaeta viaggiano con la cadenza di un’ora l’uno dall’altro. Peggio se, arrivati in stazione da Roma poco prima delle 13. In questo caso i poveri gitanti restano con un palmo di naso perché dal 14 giugno scorso, in pieno periodo di gite al mare domenicali, la direzione del Cotral, il Consorzio di trasporti regionale che gestisce il servizio di collegamento, ha soppresso le partenze dalle 12.30 alle 14.


L’alternativa del taxi, peraltro, è quasi impraticabile: la tariffa comunale è fissata in venti euro (per sei chilometri di percorso!) e assume i contorni del vero e proprio abuso, condito da speculazione, ad opera dell’amministrazione comunale stessa, retta oggi da una giunta di centro-destra.


Il risultato, alla fine, è disastroso: turisti e gitanti si ritrovano ad aspettare per oltre un’ora e mezza l’autobus che li porterà al tanto sospirato mare della splendida baia di Serapo, smoccolando contro un servizio che umilia chi si serve dei mezzi pubblici per premiare (!) le decine di migliaia che scelgono l’auto e vanno a intasare – e inquinare – le strade della ridente cittadina, rendendo l’aria irrespirabile. Fatti i conti, chi arriva di domenica a Formia con il treno per andare a Gaeta (circa 130 chilometri da Roma e 80 da Napoli) impiega qualcosa come tre ore e passa.


Scelte incomprensibili che, unite allo stato di degrado di alcuni arenili proprio sotto la Montagna spaccata, dove bagnanti maleducati usano le docce di stabilimenti poco controllati come se fossero bagni personali, facendo largo uso di saponi e shampoo che scorrono direttamente sulla sabbia, non rendono per niente piacevole la visita in quei luoghi. E’ anche per questo che quella località ha perso la tanto sospirata Bandiera blu, conquistata nel 2010. Davvero si vuole rilanciare il turismo in Italia?