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Sabato 26 Marzo 2011 12:00

Guerra in Libia, Mediterraneo a rischio

Le linee di navigazione cambiano rotta

 

 

La guerra  "umanitaria" alla Libia, o per meglio dire, la guerra al governo libico del dittatore Gheddafi, sembra lonta na, molto lontana.  In giro, tra la gente, nei bar, o in famiglia, se ne parla poco e distrattamente, giusto per il tempo di un breve commento alle dirette e i reportage di cui sono inondati giornali e tv. Eppure i suoi effetti iniziano a farsi sentire, e pesantemente, proprio alla vigilia delle vacanze estive. Le autorità stanno tentando di evitare allarmi e cercano di tenere un profilo basso sull'argomento, ma tutto il mediterraneo meridionale è da considerarsi zona a rischio.

 

Dopo l'aeroporto civile di Trapani chiuso per non disturbare le rotte dei jet militari che partono per la Tripolitania e la Cirenaica, con conseguenze nefaste sul turismo dell'area, anche navi da crociera e traghetti a lungo raggio hanno dovuto modificare i percorsi per non interferire con la vasta zona interessata dalle incursioni militari, per cielo e per mare.

 

 

La compagnia di navigazione Grimaldi, per esempio, è stata costretta ad allungare il percorso di rientro di una nave di linea Napoli-Barcellona per evitare di ritrovarsi sulla rotta di un mezzo militare in navigazione verso la Libia. Il traghetto è stato dirottato verso Tolone e da lì, dopo una sosta, è ripartito per Napoli solcando le acque tranquille tra la Corsica e la Toscana. La linea per il Marocco è sospesa, in attesa di definire meglio le rotte da seguire senza intralciare le manovre militari e per evitare che le navi civili possano diventare bersagli indifesi da colpire. Frenetiche ore di attesa si stanno vivendo nelle cabine di comando dei giganti da crociera, alla vigilia del pienone estivo. Riusciranno a rispettare le rotte previste sul Mare Nostrum?

 

 

Anche le rotte aeree stanno subendo modifiche. Gli airbus che collegano l'Europa al continente africano hanno non poche difficoltà a sorvolare il territorio nordafricano e cioè a lambire l'area di combattimento. Ieri, l'aereo che riportava a casa i turisti italiani in vacanza a Zanzibar, ha dovuto ritardare la partenza e aspettare il via libera militare per entrare in tratti di turbolenza da contraerea.

 

 

Quanto durerà dipende esclusivamente dalla capacità di giungere a una rapida soluzione del conflitto. perché se questo non accadrà ci aspettano mesi di disagi e confusione. Allora, forse, la guerra non sembrerà più così lontana.