Il POST di Ines Libondi
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Mercoledì 03 Marzo 2021 00:00

Draghi, ecco il nuovo: lockdown, no ristori, scuola ko e un generale

 

 

 

di Ch,Ci.

 

 

Risultato immagine per foto mario draghi premier seduto alla scrivaniaE’ tutto uguale, anzi, peggio. Dati gli allarmi per la circolazione delle varianti del  virus più contagiose (ma non più letali, pare), si parla di un nuovo lockdown generalizzato come quello di marzo. Il covid non molla, muta, passa dall’uno all’altro ovunque trovi un po’ di materia prima umana, nelle case, sugli autobus, per strada, dove la gente, anche fino alle 18, fa pranzi, cene e aperitivi “all’aperto” o al chiuso fa lo stesso (mangiando seduti ai tavoli vicini vicini e alitandosi in faccia tra una discussione e una risata), gira per negozi, tocca qui e là senza igienizzarsi, si toglie la mascherina per parlare o la tiene pro forma sotto il naso. Figurarsi se tutto fosse aperto anche la sera, con l’aggiunta dei tanti lavoratori in libera uscita. Sarebbe un genocidio. Starsene tutti a casa sarebbe la soluione migliore, lasciando solo i ragazzi ad andare a scuola. Che ci sia il governo del divino Draghi il covid se ne frega. Anzi. Sembra diventare più cattivo a rivedere le immagini degli ospedali intasati e l’aumento dei contagi a 20mila al giorno (sempre meno della Francia, però, che è in lockdown dalle sei del pomeriggio). E’ il nuovo che avanza.

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Venerdì 26 Febbraio 2021 00:00

Lega, FI e Iv, boss al governo. Caos a 5Stelle, ma l’<Alternativa c’è>

 

 

 

di El.Re.

 

 

Risultato immagine per foto di maio e draghiIl Paese è tornato in mano ai sopraffattori. Non c’è alcun dubbio. Alla Confindustria degli industriali che fanno profitti privati mangiando soldi pubblici, alle lobby (quelle farmaceutiche care alla Lega e al Pugnalatore fiorentino già pronte a incassare con la scusa del vaccino), pregiudicati e corruttori, accaparratori di prebende pubbliche (questo bel governo contro rivoluzionario ha lasciato il vitalizio da parlamentare a un condannato per tangenti già ricco di suo come Ottaviano del Turco), palazzinari, cementieri e abusivisti. Tutti protetti dalla compagine governativa Altro che Italia green. Questo mentre i 5Stelle lasciano fare, coinvolti in pieno in questo scempio. <E’ chiaro finalmente che siamo moderati e liberali>, chiosa con orgoglio Luigi Di Maio evidentemente soddisfatto di esserci “wathever it takes”, a qualunque costo, mentre tra poco sfileranno la sedia di sotto anche a lui che, sorridendo, si siederà a terra pronto a leccare i piedi pur di <esserci per controllare e difendere i nostri provvedimenti>. Intanto il premier Draghi lo ha già annullato, incontrando in prima persona l’inviato del Congo per capire la tragica vicenda dell’ambasciatore italiano Luca Attanasio morto, con un carabiniere, nel conflitto a fuoco tra banditi ed esercito di Kinshasa.

Basta guardare la lista dei 39 sottosegretari nominati da Draghi per capire quanto si sia tornati indietro di dieci anni e i 5Stelle siano diventati irrilevanti. Loro, che avrebbero la maggioranza in Parlamento, hanno sfangato 11 sottosegretari, appena due in più della Lega. Addirittura 6 sono andati a Forza Italia (con l’avvocato di Berlusconi, Francesco Paolo Sisto, alla Giustizia e la segretaria dell’ex cavaliere proprio all’editoria) , come al Pd, mentre Italia Viva ne ha di nuovo 2 e Leu soltanto 1.

 

I nomi più clamorosi sono sicuramente quelli di Teresa Bellanova e Ivan Scalfarotto, quelli dimessi da Matteo Renzi per far cadere Conte, portati a esempio come eroi che rinunciano alle poltrone in nome del bene del Paese, tornati a mettere il posteriore proprio su una poltrona ministeriale.

 

L’una al più pesante ministero delle Infrastrutture (quelle della Tv, del Ponte sullo Stretto e altre cattedrali di cemento nel deserto), come vice ministro a controllare l’imprevedibile Enrico Giovannini, l’altro piazzato addirittura all’Interno, dove come viceministro di Luciana Lamorgese la Lega piazza ancora una volta uno dei suoi, Molteni. Ma non avevano, i grillini di governo, posto il veto alla Bellanova? Una prova in più per rendersi conto di quanto li tengano in considerazione.

 

 Così come sono la Lega e Forza Italia a prendersi il meglio, il povero Patuanelli penta stellato, l’ingegnere che di Agricoltura non capisce niente, si vede piazzare come guardiano quel Centinaio, ex ministro dell’Agricoltura del Conte 1, che si distinse per non aver fatto proprio nulla per sostenere il ramo, se non gli interessi dei suoi elettori, gli allevatori del Nord, oppositori dell’Europa e evasori in tema di quote latte. Un personaggio che piace tanto ai talk de La7: si accettano scommesse che farà di tutto, invitato ovunque, per ridicolizzare l’azione del ministro e propagandare la sua.

 

Non c’è niente da fare. I grillini sembrano completamente storditi, convinti, come continuano a dire, che è importante esserci per difendere i propri provvedimenti. Ma come possono davvero pensare questo? Quanto sciocca è l’idea di fare i Don Chisciotte con un muro di mulini a vento davanti? Come non vedere l’enorme disparità tra loro, capi di settori irrilevanti, e tutti gli altri? Su 23 ministri sono soltanto 4. Come farebbero visto che gli altri 19 sono contro di loro? Quale difesa potranno fare se decidessero di togliere il reddito di Cittadinanza? Nessuna.

 

Magari, in questo caso (o nel caso di Autostrade o della prescrizione) potranno uscire in blocco dal governo? Si spera. E magari troveranno ad accoglierli la pattuglia dei cosiddetti dissidenti che, da 5Stelle doc, hanno votato contro il governo neo conservatore del banchiere Draghi (imbottito come è della longa manus di tutti i poteri economici e finanziari delle elites miliardarie) e sono stati tutti espulsi.

 

Chissà, dovranno chiedere un posticino, con il cappello in mano, nella nuova formazione parlamentare d’opposizione che si sta organizzando sotto il nome di <Alternativa c’è> ci saranno quei coraggiosi che hanno difeso l’anima stessa delle 5stelle. saranno una trentina tra Camera e Senato, ma potrebbero crescere. Un’anima che, comunque la si guardi, non è mai stata <moderata e liberale> “wathever it takes”, come sostiene Di Maio. Moderata e liberale, sia pure, ma non fessa.

 

E dopo questa botta dei “sottomostri” come li chiama Il Fatto Quotidiano riferendosi all’ammucchiata dei sottosegretari, dove sono la Lega e Forza Italia a fare bottino con il ritorno degli indigeribili (alla Cottarelli, finito come vice di Brunetta) cosa altro potranno digerire è difficile immaginare. Questa sarebbe stata un’ottima occasione per sbattere la porta e rinsavire. Purtroppo non l’hanno fatto, creando ancora più caos e perplessità nella base. 

 

Ha voglia a sgolarsi l’ex ministro della Giustizia Bonafede. <Di fronte all’appello del capo dello Stato, in piena pandemia, non si poteva dire di no>. Ingenuità assoluta. Ancora credono al capo dello Stato, autore tra i più autorevoli del Conticidio. E ancora credono di essere buoni e giusti nel mettersi in combutta con le peggiori personalità della Repubblica.

 

Ora di Maio e compagni si appellano a Giuseppe Conte, difeso soltanto a parole, perché rimetta insieme i cocci del Movimento, ridotto al caos. Si spera che l’avvocato del popolo non ci caschi e lasci correre, mettendosi a disposizione, invece, proprio dei dissidenti che dimostrano maggiore serietà e coerenza. In mano a Grillo, Di Maio o Crimi finirebbe triturato dall’ insipienza.

 
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Giovedì 25 Febbraio 2021 00:00

Teatro in streaming, Zoom su Salinger. A pagamento

 

 

 

 

SIPARIO.jpgLa Compagnia Teatro A inserisce nel suo cartellone di spettacoli proposti in diretta streaming la pièce Homo Salinger/9 Stanze,allargando il suo raggio d’azione e rivolgendosi al pubblico di giovani e adulti. Proposta sabato 27 febbraio alle ore 17nello spazio virtuale della piattaforma Zoom.

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Giovedì 25 Febbraio 2021 00:00

Contagi su, Gelmini=Conte: Regioni a colori per evitare lockdown

 

 

 

di Gi.Pez.

 

 

 

Risultato immagine per foto gelmini con mascherinaL’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, fatto fuori dal Pugnalatore fiorentino in una congiura di Palazzo come si usava (e si usa ancora) ai tempi dei sedicenti civilissimi Medici, l’avrà ripetuto un milione di volte a tutti gli italiani: <Dobbiamo evitare un nuovo lockdown generalizzato. Ecco perché diamo i colori ai territori in base al rischio locale, con il divieto di spostarsi tra regioni o tra comuni>.  Si prese improperi dall’opposizione di Lega, Forza Italia e via degradando Italia Viva di Renzi) che negavano il pericolo, contestavano i dati, accusavano di dittatura sanitaria il <governo di incompetenti>, etc. etc. Ieri, nel governo dei “competenti” (sic!) di Mario Draghi, nella sua nuova veste di ministro degli affari regionali (il minuscolo è voluto) Maria Stella Gelmini, quella che, con i suoi colleghi del Centro Destra invocava la fine dei lorckdown e dei Dpcm, ha candidamente, con la faccia indurita dal bronzo, ripetuto le stesse identiche parole ai suoi colleghi presidenti di regione, per lo più di Centro Destra, che non hanno fiatato. Silenzio anche sull’annuncio del Divino Draghi di un nuovo Dpcm (ma non erano anticostituzionali per i leghisti?) che porterà colori “più scuri” a città, regioni e province <fino a Pasqua> (il 4 Aprile) data la risalita dell’indice di positività a un pericoloso 5,3%.

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Mercoledì 17 Febbraio 2021 00:00

La fuffa di Draghi: e giù applausi anche se (lui) sbaglia i numeri

 

 

 

 

Risultato immagine per draghi mario in senatoBasterebbero due nomine a qualificare il governo Draghi: Paola Ansuini come portavoce, che arriva direttamente da Bankitalia. Tal Funiciello come capo di gabinetto, sconosciuto ai più tra gli addetti ai lavori, se non come comunicatore di Renzi al referendum del 2016, perso in modo penoso. Per il resto, a sentire le comunicazioni al Senato del nuovo premier Mario Draghi, tutta fuffa per accontentare un po’ tutti, anche la Meloni, rimasta all’opposizione (così sfangherà il Copasir o la Vigilanza Rai, come prescritto dalla prassi) ma pronta a votare tutte le aberrazioni inconcludenti del Divino. Osannato come il Messia del Paese da tutti gli altri, ha incespicato sui numeri (lui!), sulle parole (non riesce bene a leggere, dovrà farsi gli occhiali), giustificandosi con l’emozione. Poverino e, magari, un po’ attore. Uno che è stato a capo della Bce, abituato a trattare con i governi europei e banchieri mondiali, che si emoziona davanti ai ben miseri deputati italiani. Curioso. Eppure si scatenano applausi a scena aperta (tranne i 5Stelle), anche quando non sa aggiustarsi il microfono e lui, gigione: <Perdonatemi, non sono esperto>. Ricordate Papa Giovanni Paolo II  e il suo <se sbaglio mi corrigerete>? Uguale. Che scena patetica.

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