Il POST di Ines Libondi
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Mercoledì 04 Marzo 2020 09:11

Ora la Cina, ovvio, blocca gli italiani “untori”. Perché protestare?

 

 

 

Risultato immagine per foto terapia intensiva coronavirusAll’apparire dell’epidemia in Cina, nei limiti dei tempi utili a capire meglio la situazione, furono bloccati subito i voli da e per il Dragone.  Misura precauzionale obbligata, anche se in tanti italiani rientrarono da Pechino in via indiretta, con scali intermedi ancora “sani”. Oggi che il coronavirus in Cina va a calare dopo le diaconali misure di sicurezza che hanno messo in auto quarantena un miliardo e mezzo di persone (molti, va da sé sono sfuggiti) il contagio si fa globale. Per l’Europa i focolai sono due: Codogno nel Lodigiano (cintura milanese) e il Padovano, con strascichi in Emilia Romagna. Italia, insomma e anche in Europa il 99 per cento dei contagiati sono italiani provenienti da quei luoghi o stranieri di ritorno da Lombardia o Veneto. E ora è la Cina a tenerli alla larga.La domanda è: perché l’Italia, che ha messo, giustamente, in quarantena la Cina bloccandone voli e merci, protesta perché la Cina e gli altri Paesi lo fanno con l’Italia con uguale prudenza? Questo nazionalismo da due pesi e due misure, dalla supponenza fuori luogo, guasta alquanto il lavoro peraltro impeccabile del governo. Un po’ di umiltà in questi casi, non sarebbe male. Tanto per salvare in serenità, con la dovuta obiettività e rassegnazione, la cooperazione internazionale. Forse.

 
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Venerdì 28 Febbraio 2020 10:47

Shakespeare a Roma, Amleto “si sveglia” e salva e Ofelia

 

 

 


Amleto e sua moglie Ofelia  5-8 marzo 2020 Teatro-Studio-Uno loc.jpgIn scena al Teatro Studio Uno (Sala Teatro) di Roma dal 5 all'8 marzo 2020Amleto e sua moglie Ofelia” storico spettacolo della compagnia Labit del 2003, scritto e diretto da Gabriele Linari, che riporta in scena la sua personale riscrittura del classico shakespeariano con un nuovo allestimento e nuovi interpreti, gli attori (coppia anche nella vita) Elisa Carucci e Daniele Giuliani, quest'ultimo doppiatore di Jon Snow uno dei personaggi principali della fortunata serie “Il Trono di Spade”.

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Giovedì 27 Febbraio 2020 10:23

Trenta ore per la vita delle mamme malate di sclerosi multipla

 

 

 


cartelloTV_4K_telefonici_AISM.jpg“Trenta Ore per la Vita” 2020 torna in tv per aiutare concretamente tante mamme con la sclerosi multipla (SM) in 80 città italiane. Dall’8marzo al 29 marzo 2020 torna “Trenta Ore per la Vita” suSKYe RAI per raccogliere fondi con il numero solidale 45580 per continuare a sostenere concretamente tante donne e mamme con la Sclerosi multipla (SM). Testimoni della campagna, Lorella Cuccarini e Rita dalla Chiesa.

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Giovedì 27 Febbraio 2020 09:50

Coronavirus, spunta l’ipotesi di sabotaggio politico

 

 

 


Risultato immagini per foto fontana con mascherinaDelle due l’una. O il contagio si è diffuso per negligenza dei medici (da sanzionare comunque) o si tratta di un vero e proprio sabotaggio politico di parte leghista, da cinici e incoscienti, andato oltre le intenzioni. Entrambe le ipotesi sembrano possibili, visto come è andata la vicenda coronavirus. L’ipotesi della consapevole trascuratezza dei Governatori leghisti della Lombardia e del Veneto con cui hanno trattato l’emergenza nazionale proclamata dal governo a fine gennaio causa coronavirus, con i dovuti protocolli e la chiusura dei collegamenti con la Cina, non trasmettendo l’allarme adeguato ai propri ospedali, sabotando di fatto l’azione di prevenzione del governo, gira insistentemente negli ambienti istituzionali. Perché il comportamento dell’ospedale di Codogno nei confronti del primo malato di coronavirus tutto italiano (i cinesi non c’entrano niente) nato e cresciuto nell’ospedale di Codogno, nel Lodigiano, che ha colpito un giovane di 38 anni tuttora in terapia intensiva, tutta la sua famiglia, tanti dei suoi rapporti sociali, gli stessi medici che lo hanno curato senza precauzioni e rimandato a casa con una devastante polmonite (<non ha voluto ricoverarsi>, si difendono con argomenti peggiori delle accuse dall’ospedale) sembra a tutti incredibile. Tanto che sta prendendo l’attenzione perfino delle Procure di Milano e Padova, dove è stata aperta un’inchiesta per il focolaio dei Colli Euganei, direttamente collegato a quello del Lodigiano. Mentre medici sotto inchiesta (all’ospedale di Codogno e a quello di Vo’ nel Padovano sono già arrivati i Carabinieri e i Nas) e autorità praticano il classico scaricabarile accusandosi l’un l’altro.

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Domenica 23 Febbraio 2020 12:00

Covid-19, ora è l’Africa che blocca gli italiani del Nord alle frontiere

 

 

di Alessandro Fieramonte

 

 

Risultato immagine per foto milanoIl contagio del covid-19, il nuovo coronavirus, si diffonde nel Centro-Nord d’Italia con velocità. I morti finora sono sette, ma gli ammalati sono quasi 80. E’ormai accertato che la Cina non c’entra niente, che si tratta di un virus uguale ma autoctono, maturato qui, nel nostro Paese o per meglio dire al Nord. Tutti gli infettati e i deceduti sono anziani, ammalati o meno (ci sono morti a Wuhan anche di persone sane di trent’anni e il più grave italiano ha 38 anni) che non hanno avuto nessun rapporto con quel Paese anche se non si sa se abbiano frequentato cinesi di ritorno da un viaggio a casa asintomatici o ammalati e poi guariti. Resta che il Nord, ragionano i più, al momento è meglio evitarlo, come suggerisce anche la Regione Lazio in una circolare. Quantomeno il Lombardo-Veneto, soprattutto la cintura milanese e il Padovano, oltreché Venezia. Una “discriminazione” da appestati che da quelle parti si è usata (si usa, in certe zone) di norma con i neri e i “terroni”. Ora stanno sperimentando sulla propria pelle cosa vuol dire essere rifiutati per puro pregiudizio, anche se in questo caso una motivazione concreta c’è davvero. Il fenomeno che questo sconosciuto virus produce a Roma, Napoli o Bari (dove finora non si è verificato un solo caso locale e dallo Spallanzani si esce guariti) è ora quello che induce il Sud a tenere alla larga il Nord e i suoi abitanti, portatori potenziali di virus letale. Perfino l’Europa ha messo il Nord Italia, area europea con il numero più alto di contagiati, sotto osservazione.

Una legge del contrappasso di dantesca memoria (si è costretti alle stesse pene inflitte agli altri) dà così una piccola rivincita al Sud. E ai cinesi che con il coronavirus italiano non sembrano, finora, entrarci proprio niente e che evitano gli italiani con cura. E agli africani che cominciano, loro, a rifiutare gli italiani e in generale gli europei bloccandoli alle frontiere, dalle Mauritius (dove 50 turisti italiani sono stati respinti in blocco all’aeroporto) all’Arabia Saudita, dall’Iraq all’Iran, dove i contagiati sono centinaia e i morti già 60, non tutti anziani e malandati.

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