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Sabato 10 Luglio 2021 06:27

Via anche la Giustizia, Draghi brucia le bandiere 5Stelle. Rdc: ore contate

 

 

di Agnese Blondì

 

 

Risultato immagine per foto tribunaleA leggere le loro lettere e sentirne i commenti gli elettori che hanno creduto nei valori 5Stelle (onestà, legalità, merito, sostegno ai più deboli, protezione dei beni comuni da parte dello Stato, interesse pubblico a correzione dell’economia di mercato ultraliberista) sono <schifati> per l’arrendevolezza con la quale il Movimento sostiene questo governo di restaurazione dei potenti che gestiscono il danaro pubblico, i soldi dei contribuenti.

Prima la resa incomprensibile ai grandi poteri delle elites  del visionario Beppe Grillo con il sì a Mario Draghi, poi la flemma immobilistica che paralizza il cambio di leadership a favore di Giuseppe Conte, ora il piatto con rospo intero ingoiato quasi senza fiatare della scandalosa riforma della giustizia targata Draghi-Cartabia che annulla quella elaborata e vigente di Bonafede e riduce i tempi della prescrizione al lumicino (introducendo addirittura l’improcedibilità scaduti i due anni dell’Appello e 1 della Cassazione, anche se non si è arrivati a sentenza). Che vergogna. Draghi e compari gli bruciano le bandiere in piazza e loro applaudono pure.

 

 La protesta a favor di giornalisti con la minaccia di astenersi in consiglio dei ministri salvo affrettarsi a votare sì con tutta la Destra affollata di corrotti e ladroni di soldi pubblici sapeva di sceneggiata e non ha convinto nessuno.

 

Da quando è andato al governo il Movimento ha perso tutta la sua forza propulsiva e accetta, pur di restare al comando di qualche ministero, di venire sconfessato su tutta la linea. Per capire quanto sia persa la partita del bene comune e della legalità basta mettere insieme tutte le battaglie qualificanti dei 5Stelle e dei governi di Giuseppe Conte che vengono smantellate quasi ogni giorno dal governo dove la Destra economicista fa blocco a favore del potere industriale e degli evasori fiscali sotto il naso degli ex “grillini” ormai prossimi all’inesistenza.

 

Si comincia con il condono fiscale inserito nel primo decreto Sostegni di Draghi, si continua con il blitz che annulla il cashback voluto dal Conte 2 per mettere una zeppa alla dilagante evasione fiscale dei commercianti, si prosegue con l’eliminazione del salario minimo (tanto sponsorizzato da Luigi Di Maio e voluto come misura della ripresa perfino dal presidente Usa Joe Biden) con gran soddisfazione della Confindustria e della ConfCommercio.

 

Finiscono, ancora, nel cestino il blocco dei licenziamenti con un accordo farsa con i sindacati secondo il quale i licenziamenti vengono bloccati fino ad ottobre ma soltanto per “atto volontario” dei padroni nella contrattazione aziendale. Quale sindacato non dirà sì dietro la promessa ricattatoria delle assunzioni, che poi non arriveranno mai? Anche il tanto vantato Decreto Dignità sbandierato da Di Maio con entusiasmo come l’arma che ha sconfitto il Job’sAct renziano e la precarietà con l’introduzione per legge delle causali nei contratti a tempo determinato viene annullato. Proprio quelle causali sono state abolite con un voto in sordina anche dei 5Stelle incapaci di leggere e capire. <Un errore, rimedieremo>, Andare a nascondersi per incapacità, no? Anche il Reddito di cittadinanza, come abbiamo già scritto, ha le ore contate.

 

Così sono diventati carta straccia la Valutazione di Impatto ambientale da rilasciare in tmpi rapidissimi, passati i quali via libera alla cementificazione dell’Ambiente, con buona pace della tutela del Territorio e delle scelte green. Per favorire gli interessi dei grandi gruppi edilizi si è rincarata la dose, a questo proposito eliminando l’obbligo dell’analisi costi-benefici per aprire l’autostrada anche al Ponte sullo Stretto di Messina, altro capitolo di fronte al quale i 5Stelle hanno calato le braghe approvandolo.

 

E pensare che in Parlamento M5S è il partito di maggioranza relativa con un enorme potere democratico di pressione e interdizione delle leggi penose che questo governo propone e della strafottenza da caterpillar con la quale vengono smantellate le leggi dei governi Conte, da loro volute. Da veri smidollati, ormai, accettano tutto, storditi da un senso di responsabilità davvero ridicolo. <Bisogna sostenere questo governo per evitare che si dica in Europa che l’Italia è instabile>, fa sapere Di Maio, nelle vesti della peggior specie di falsa capacità intellettiva.

 

Certo, mandando in malora la popolazione indifesa si può fare. L’Italia sarà molto stabile, nelle mani di un sistema di potere pubblico che protegge i ricchi per ignorare i poveri. Tanto resta lui a occupare la poltrona per stringere mani e girare il mondo “aggratis”. Che Conte si sbrighi a fare il suo partito e chiami Alessandro Di Battista a dargli una mano. Altrimenti sarà tutto davvero perduto.