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Giovedì 15 Luglio 2021 08:30

Le balle sulle vaccinazioni e sulla “ripresa” della Nazionale di calcio

 

 


di Giacinta Pezzana

 

 


Vaccini, Figliuolo: "Serve flessibilità nelle prenotazioni" - Rai NewsLa strumentalizzazione politica di un evento semplice e banale come un torneo di calcio raggiunge in questi giorni il parossismo. Il giorno dopo la vittoria della Coppa europea ad opera di un simpatico team di ragazzi guidati dall’allenatore più testimonial pubblicitario che ci sia mai stato nella storia sportiva si è scatenata la tempesta perfetta della comunicazione di massa, con un effetto alone di trionfalismo che tocca ogni aspetto della vita comune del BelPaese. Fino al ridicolo. Mentre i festeggiamenti fanno salire i contagi ovunque, le vaccinazioni sono ancora troppo poche e mancano le dosi.

<Grazie a questa vittoria della Nazionale il pil italiano salirà, il mercato italiano avrà un rimbalzo, la ripresa economica è assicurata>, si spinge a dire l’economista della Luiss (Confindustria) di cui si tace il nome per carità di patria. Con lui è arrivato a sbrodolarsi in ottimismo sulla ripresa associata alla Coppa europea di calcio perfino il ministro dell’Economia, Franco. Si può essere più scervellati e infantili?


A parte la retorica del tutto irragionevole (come si può associare a un evento una tantum di quattro giovanotti che tirano a un pallone per la gioia degli appassionati con la complessità dell’economia globale?) e smielata sullo spirito di squadra vincente (da spendere ovviamente a sostenere questo governo) i fatti sembrano dire proprio il contrario.


Non la pensano così certamente le decine migliaia, per ora, di licenziati che ogni giorno scendono in piazza per protestare contro la perdita del posto di lavoro dalla sera alla mattina, con una comunicazione via mail, dalla Whirpool di Napoli alla Cb-kn di Campi Bisenzio, i due esempi più eclatanti. Licenziamenti che si susseguono grazie al governo (e ai sindacati che hanno abbassato il capo) che ha imposto l’accordo-farsa che ha sbloccato senza limiti l’annullamento dei posti di lavoro, manna dal cielo per tutte le multinazionali in Italia.


E non mangeranno certo con la Nazionale di calcio e la Coppa europea le intere famiglie che restano senza sostegno, disoccupati che non trovano lavoro se non facendosi sfruttare in nero, nel precariato e sottopagati, fabbriche che chiudono per un’economia che resta depressa. Più gente va per strada senza soldi, meno saranno i consumi, minori i commerci, bassi gli ordini alla produzione di beni, sempre meno le entrate fiscali, sempre di più la spesa per dare almeno di che mangiare ai disagiati che aumentano.


Di più. E’ di ieri la notizia che i turisti inglesi diserteranno l’Italia come meta di vacanze estive, preferendo la Tunisia, la Grecia, la Croazia. Una spia indicativa che il mercato inglese sarà per un bel po’ chiuso all’Italia. Incavolati per la finale persa per un rigore (ma nemmeno vinta per aver segnato più di un gol) appena sentono parlare di italiani gli viene il mal di stomaco. Quante mozzarelle o vino verrà rifiutato?


Per non dire del Covid che lascia in sospeso i mercati. I contagi salgono di nuovo, anche in Italia (l’indice è già all’1%) , oltre che in mezzo mondo. La smania di far divertire la gente e riaprire tutto sta facendo galoppare le varianti, unitamente alla lentezza delle vaccinazioni e non soltanto perché una percentuale ancora alta di contrari rende i centri vaccinali sempre più deserti).


La verità è che mancano i vaccini, al di là della balle che racconta il generale Figliuolo che con sicumera annuncia ogni giorno il <galoppo> della campagna vaccinale. Finora sono appena 25 milioni gli italiani vaccinati, cioè meno della metà. E tante regioni dove l’antidoto è stato poco accolto (Piemonte, Sicilia, Campania e Puglia) stanno addirittura tornando a rischiare il “giallo”.


La fascia più critica in sospeso è quella più a rischio, cioè tra i 15 e i 59 anni che ha ancora percentuali di vaccinati molto basse. Tolta di mezzo Astrazeneca (e Moderna) per i numerosi casi di trombosi proprio nella popolazione più giovane restano disponibili soltanto Pfitzer e Johnson, le cui dosi scarseggiano sempre più. Previste soltanto per i più anziani e fragili, ora mancano dato l’enorme ampliamento della platea da vaccinare.


L’esempio più clamoroso è nel Lazio dove, a fronte di migliaia di dosi di Astrazeneca che giacciono inutilizzate per l’alta percentuale di ultrasessantenni che rifiutano il vaccino, ai trentenni viene destinato soltanto Pfitzer (anche Johnson, riservato alle farmacie non ha gran fortuna, avendo una efficacia molto bassa).  Le dosi, però, non bastano. Così ai trentenni che si sono prenotati a metà giugno la vaccinazione viene rinviata di settimana in settimana fino ad arrivare a oltre la metà di luglio per la sola prima dose.


Un quadro che, allargato alla platea mondiale sempre più incerta per le stesse ragioni, che faranno dimenticare le sciocchezze sulla Nazionale e dintorni. Come può una partita di calcio, che si va via via dimenticando, fermare tutto questo è un mistero spiegabile soltanto con la strumentalizzazione politica di un evento emotivo che fa gridare di gioia una, magari anche due settimane, a tenersi larghi, da parte di un governo che si sente traballante, a caccia di consensi.


La stessa caccia che porta Draghi, il presidente del Consiglio, uomo alleato alla Destra, ad andare a trovare i detenuti malmenati a sangue dai secondini nel carcere di Santa Maria Capua Vetere e manifestare loro la propria solidarietà alle vittime. I carcerati non votano, ma le loro famiglie sì. Tutto andrà meglio anche per loro. La Nazionale di calcio ha vinto la Coppa europea di calcio, su. Coraggio.